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Sanità | 11 gennaio 2021, 16:22

La strategia dell’Asl To3 per evitare sprechi di vaccini anti-Covid

Dopo il caso di Baggiovara (Modena) si sono accesi i riflettori sulla gestione delle dosi in una fase delicata dell’emergenza sanitaria

Vaccinazione anti-Covid Asl To3

Qualche giorno fa il caso è scoppiato alla Usl di Baggiovara (Modena), con vaccini anti-Covid somministrati ad amici e parenti, anche se non inseriti nelle liste prioritarie, per non sprecare dosi a fine giornata.

La vicenda ha portato all’attenzione un problema importante, la gestione delle dosi per garantire il massimo numero di somministrazioni in poco tempo ed evitare gli sprechi, in una fase dove il numero dei sieri è molto inferiore alle esigenze.

All’Asl To3 di Collegno e Pinerolo hanno messo in piedi un sistema articolato che ha permesso di avere “sprechi irrisori”.

Per quanto riguarda il personale sanitario, l’organizzazione funziona così: “L’Asl acquisisce le prenotazioni e stila un calendario giornaliero di vaccinazioni, con passaggi ogni 3 minuti, in base al quale vengono preparate le dosi – spiegano dalla To3 –. E per ogni boccetta vengono conteggiate 6 dosi, come prevede l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco, ndr)”. Nominalmente infatti le boccette Pfizer sono per 5 iniezioni, ma in realtà si è visto che c’è siero sufficiente per farne 6.

“La persona che deve ricevere il vaccino viene contattata preventivamente per avere la conferma della presenza – proseguono –. Nel caso non ci fosse conferma, immediatamente l'Asl contatta altre persone già prenotate nelle ore o nei giorni successivi per anticipare le vaccinazioni. In questo modo finora il sistema ha funzionato e gli sprechi sono stati irrisori”. 

Per quanto riguarda le Rsa, invece, il sistema è più articolato, perché il rischio di avere conti che non tornano e sprecare dosi è concreto, visto che le iniezioni si fanno nelle strutture e non si può fare un calendario flessibile: “Il giorno prima si chiede una conferma delle dosi da somministrare e ci si presenta con un numero di dosi lievemente inferiore, che sia ovviamente multiplo di 6. Per esempio, se ci sono 55 persone da vaccinare, ne vengono portate 54, per far fronte a un eventuale forfait dell’ultim’ora – entrano nel dettaglio –. Si parte dagli ospiti, che hanno dato il consenso. Se resta fuori un operatore, questo viene inserito subito nell’elenco di chi verrà vaccinato negli ospedali di Rivoli e Pinerolo”.

Marco Bertello

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