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Economia e lavoro | 18 febbraio 2021, 12:50

Stellantis parte con la marcia sbagliata: due settimana di cassa per 441 lavoratori alle presse di Mirafiori

Lo stop dal 22 febbraio al 5 marzo, coinvolti 388 operai e 53 impiegati. Lazzi (Fiom): "Più chiarezza sui piani industriali del nuovo Gruppo"

Catena di montaggio auto

Due settimane di cassa integrazione per Mirafiori, nel comparto Presse

Passata la grande infatuazione per il matrimonio, emergono i problemi della quotidianità. Succede anche a Stellantis, dove è stato comunicato che dal 22 febbraio al 5 marzo saranno adottate due settimane di cassa integrazione presso il comparto Presse dello stabilimento di Mirafiori. A essere coinvolti saranno 441 lavoratori, di cui 388 operai e 53 tra impiegati e quadri.

Il ricorso agli ammortizzatori sociali è dovuto, secondo quanto spiegato dall'azienda ai sindacati, alla contrazione delle richieste dalle carrozzerie “clienti”. Lo stabilimento delle Presse di Mirafiori rifornisce di parti di carrozzeria stampate diversi stabilimenti in Italia e lavora per molti modelli differenti. Un segnale non positivo, a poche settimane dalla ricerca che la Fiom Cgil di Torino aveva presentato sul calo della produzione del mondo auto e delle ripercussioni sull'occupazione e sul tessuto industriale in generale.

"Siamo di nuovo, dopo pochi mesi, all’utilizzo importante della cassa integrazione - commenta Edi Lazzi, segretario generale dei metalmeccanici Cgil torinesi -. Il piano industriale 2018/2021, per quanto da noi da sempre considerato insufficiente, è arrivato sostanzialmente alla fine. Dei nuovi piani industriali di Stellantis nulla si conosce e le notizie che arrivano dal mercato, come dimostra il caso delle Presse, non sono positive".

I rappresentanti dei lavoratori chiedono spiegazioni e approfondimenti: "È urgente la convocazione di un tavolo che coinvolga le parti sociali e le Istituzioni e che affronti la situazione - dice Ugo Bolognesi, responsabile Mirafiori per Fiom -. La transizione verso una mobilità sostenibile può essere una opportunità e le notizie di un possibile insediamento industriale per una filiera corta dei componenti per la mobilità elettrica, se sono notizie reali e concrete, rappresentano la giusta direzione, come la Fiom sostiene da tempo. Serve però da subito un piano in grado di programmare il futuro, difendendo l’occupazione e favorendo il ricambio generazionale. Bisogna, in fretta, passare dalle parole ai fatti”. 

Massimiliano Sciullo

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