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Attualità | 23 febbraio 2021, 18:52

Ambasciatore italiano ucciso in Congo, il ricordo della cooperante: “Un uomo incredibile”

Monica Corna, capo-missione dell'ong salesiana VIS, celebra Luca Attanasio e lancia un monito: “Il paese vive queste tragedie tutti i giorni: se ne parli anche quando l'occidente non è coinvolto”

panorma di Goma (Congo)

Da Goma, la città in cui è stato ucciso l'ambasciatore italiano in Congo, il ricordo della cooperante: “Un uomo incredibile”

Un uomo incredibile”: è questa la definizione data da Monica Corna, capo-missione dell'ong salesiana VIS - Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, di Luca Attanasio, l'ambasciatore italiano ucciso ieri a Goma, in Congo, insieme a un uomo della scorta (il carabiniere Vittorio Iacovacci, ndr) e all'autista. Una morte che ha unito nel dolore le istituzioni.

Il ricordo di Luca Attanasio

Dal ritratto fatto dalla cooperante emerge il profilo di un funzionario in prima linea per i diritti umani: “Luca Attanasio – ha sottolineato – è morto svolgendo il suo mandato, mentre stava andando a verificare di persone le vulnerabilità vissute in Congo. Siamo sempre circondati da burocrati ma lui non lo era, abbiamo perso la vita di una persona che credeva in quello che faceva e che pensava a come risolvere i problemi: per questo, noi operatori abbiamo il dovere di ricordare un uomo ancora giovane che, nel suo ruolo, ha sempre cercato di creare vicinanza e rispetto verso tutti, a prescindere dalla nazionalità e dal colore della pelle”.

La situazione a Goma e le responsabilità dell'occidente

Corna, che vive e lavora a Goma da 18 anni con progetti sostenuti – tra gli altri - dalla Missioni Don Bosco di Torino, ha le idee chiare anche sulla situazione vissuta attualmente in Congo e richiama il mondo occidentale alle proprie responsabilità: “Lascio a chi di dovere - ha aggiunto – l'analisi di quanto successo ieri ma si tratta di un fatto gravissimo che non appartiene ai congolesi, davvero scossi perché ribadiscono di non essere questo e perché vorrebbero far emergere anche le cose belle del proprio paese. Il cordoglio che hanno espresso dopo l'attentato è stato fortissimo, così come lo shock avuto: tragedie del genere avvengono tutti i giorni ma se ne dovrebbe parlare anche quando l'occidente non è coinvolto direttamente”.

Tutti i pericoli del vivere in Congo

Il rischio è quello di compromettere una situazione definita terribile: “Il Congo – ha spiegato – è al secondo o al terzo posto nel mondo per numero di violenze sessuali sulle donne, perpetrate quotidianamente soprattutto nella provincia Nord Kivu dove è situata Goma. La popolazione, inoltre, deve far fronte a nuovi casi di Ebola di cui non si parla mai, così come alle continue morti per malaria, malattia che continua a colpire gravemente i bambini".

"Anche per questo, l'uccisione dell'ambasciatore Attanasio viene vissuta con apprensione per la paura che possa causare un taglio agli aiuti umanitari in grado di danneggiare i più deboli”, ha concluso Monica Corna.

Marco Berton

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