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Attualità | 12 maggio 2021, 14:38

Covid e disinteresse spingono l’arte fuori dalle campagne di Pinerolo

Dopo 27 anni ha chiuso l’associazione ‘En Plein Air’ di Elena Privitera

Galleria vuota En Plein Air

Il principio per cui “gli elementi non si creano e non si distruggono, ma soltanto si trasformano” spiega la storia di ‘En Plein Air’, associazione culturale di arte contemporanea che dopo quasi trent’anni di attività è stata costretta ad imballare quadri, sculture, fotografie e innumerevoli altri oggetti in attesa di nuova collocazione.

Lo spazio aperto e immerso nelle campagne di Pinerolo ha fatto da presupposto e da cornice alle mostre che dal 1994 si sono susseguite a ‘La Tegassa’: una cascina settecentesca in Stradale Baudenasca 118, che Elena Privitera ha trasformato in una galleria di arte contemporanea.

Sulla scorta del rapporto pittorico degli impressionisti parigini con il paesaggio che li circonda - da cui la galleria prende il nome - l’associazione culturale di Privitera ha saputo cogliere le voci artistiche emergenti nel panorama contemporaneo internazionale e dar spazio a quelle già affermate.

Dalla prima mostra curata da Luisa Perlo e Francesco Poli dedicata al russo Serghej Potapenko sono passati quasi trent’anni di esposizioni e progetti con migliaia di artisti.

“En Plein Air” ha inoltre allestito mostre in altri spazi del pinerolese come i Musei Civici di Pinerolo, il Teatro Sociale, la Chiesa di San’Agostino di Pinerolo, l’Abbazia di Cavour, il Monastero di Villafranca; preso parte alla realizzazione di eventi come la Notte delle Muse, la Rassegna dell’Artigianato, Pinerolo Botteghe Aperte, la Serata delle Arti, Arte-bici, le progettazioni didattico-laboratoriali, i workshop sull’arte, gli incontri con gli artisti nei loro studi (Arte in Studio) e collaborato con altre realtà artistiche come l’Accademia Albertina di Torino, il Museu de Belles Arts de Castellòn (Spagna) e includendo anche i Licei del territorio.

Sono poi diversi i progetti promossi da Privitera, in cui ha saputo far dialogare l’arte con altri aspetti come: il linguaggio (‘I linguaggi del Mediterraneo’), la comunicazione (‘Alfabetomorso’), il mutuo soccorso (‘Solidarietà e vita in comune’), la riqualifica del territorio pinerolese (Progetto Insitu), le prospettive future (‘Futura contro la paura’) e l’universo femminile (Progetto Maionese). Quest’ultimo è stato avviato da Privitera nel 1997 con il titolo di ‘The world from the female’ con l’obiettivo di far riflettere sulla condizione della donna artista e sulla nuova identità dell’arte al femminile: “Ispirati dai siti americani, io e mio figlio, abbiamo creato una piattaforma in cui raccogliere opere artistiche, performance e installazioni che ci venivano inviate da tutta Europa – sottolinea Privitera – E non solo da artiste donne. A seguito del successo virtuale ottenuto, abbiamo deciso di trasformare l’iniziativa in un’esposizione reale, grazie anche all’ampliamento dei locali della cascina. Il ‘Progetto Maionese’ non si è mai interrotto: oggi è confluito in altri progetti”.

In un primo momento l’associazione ha potuto godere del sostegno finanziario del Comune di Pinerolo, della Regione, della Fondazione Sanpaolo e di alcuni sponsor privati: “Oggi il supporto è venuto meno. Abbiamo creato situazioni artistiche di qualità e mosso il turismo, soprattutto grazie all’invito di artisti italiani e internazionali, ma senza aiuti economici la situazione era diventata stagnante e bisognava avere il coraggio di prendere l’unica decisione possibile: chiudere l’associazione” commenta timidamente amareggiata Privitera. “Mentre svuotavo i locali della Galleria mi chiedevo se sia stata recepita la nostra ricerca artistica nel Pinerolese: abbiamo contattato artisti internazionali e collaborato con musei di tutto il mondo. La notizia della chiusura dell’associazione è stata infatti trasmessa su molte testate giornalistiche di arte non solo italiane”.

Non solo dunque l’emergenza sanitaria ma anche “il disinteresse a mantenere vivo il panorama culturale pinerolese ha compromesso la nostra presenza sul territorio”. Privitera ha infatti tentato di reagire alle chiusure dei musei proponendo ‘Futura contro la paura’, progetto realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Pinerolo, le realtà museali del circuito MuPi e il Consorzio Vittone per sollecitare la creazione artistica “a cui hanno preso parte non solo artisti del territorio ma anche i cittadini che hanno inviato le proprie opere di pittura, fotografia o scultura con il solo obiettivo di continuare a ‘fare arte’. Purtroppo nemmeno questo è bastato a sensibilizzare alla richiesta di sostegno da parte della cultura”.

 A proposito delle sorti dell’associazione Privitera si mostra propositiva: “Una volta sono stata definita un’‘impressionista’ per la capacità saper cogliere, con la giusta sensibilità, il fermento artistico che mi circonda. L’arte è la mia vita. Non abbandono i miei interessi, non abbandono il mio ambito. Continuerò a collaborare con tutte le personalità legate al mondo dell’arte, ma per il momento non investo le mie forze nella città di Pinerolo”.

In cantiere ci sono però già molte idee, legate in particolar modo alla città di Torino: ‘Mi piacerebbe collaborare con Edoardo di Mauro, direttore dell’Accademia Albertina, esporre al Borgo Campidoglio, un quartiere divenuto un museo a cielo aperto e ai Musei d’Arte del quartiere Vanchiglia”.

Privitera rimarrà in contatto con tutti gli artisti e i curatori con cui ha collaborato e non si tirerà indietro di fronte a future partecipazioni in progetti “rivolti alla valorizzazione dei molti luoghi d’interesse presenti nella città di Pinerolo”.

Veronica Signoretta

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