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Economia e lavoro | 31 maggio 2021, 18:38

Torino vuole la gigafactory di batterie di Stellantis, Appendino: “Risorse del Recovery messe a bando, sono preoccupata”

Approvato un ordine del giorno per il sostegno e la salvaguardia del settore dell’automotive. La sindaca: “Bisogna fare rete tra enti per poter attingere a quelle risorse”

Torino vuole la gigafactory di batterie di Stellantis, Appendino: “Risorse del Recovery messe a bando, sono preoccupata”

La gigafactory di batterie di Stellantis per risollevare l’automotive. A questo spera di aggrapparsi la Città di Torino per salvare un settore in profonda crisi. Si spiega così l’ordine del giorno con prima firmataria la consigliera Eleonora Artesio, approvato all’unanimità oggi pomeriggio dal Consiglio comunale.

L’atto si auspica che lo Stato italiano abbia un ruolo più attivo sugli investimenti e sulla salvaguardia dell’occupazione nel settore, anche a fronte del prestito concesso a FCA per lo sviluppo e la qualificazione degli investimenti, e candida Torino a ospitare la gigafactory di batterie che il gruppo Stellantis dovrebbe collocare in Europa entro la fine dell’anno.

Questa candidatura infatti, potrebbe essere sostenuta dalle competenze e professionalità del territorio, dalle imprese alle università, passando per i lavoratori.  La gigafactory permetterebbe ci coinvolgere le tante imprese (736) torinesi presenti nel settore della componentistica.

L’obiettivo è farla arrivare a Torino grazie al Recovery Fund. Un’opportunità che ha suscitato la reazione preoccupata della sindaca Chiara Appendino: “Sono preoccupata, stiamo cercando di farci sentire con il Governo di come il Pnrr potrà andare a interagire su questa filiera. Sembra che buona parte delle risorse che verranno stanziate del Recovery Fund per gli enti locali verranno messe a bando. Questo significherà che gli enti locali, con gli enti sovraordinati, dovranno essere capaci di fare rete e di non essere in un contesto di competizione per poter attingere a quelle risorse. Potrebbe essere utile coinvolgere gli altri soggetti a iniziare un percorso di dialogo con il Governo”.

Andrea Parisotto

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