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Politica | 15 giugno 2021, 16:05

Maria Adelaide, Grimaldi (LuV): "Dopo un anno di pandemia Città e Regione fingono di non vedere il bisogno di presidi sanitari territoriali"

"Tutto questo succede nonostante le migliaia di firme raccolte nella Circoscrizione 7 per chiedere la revoca della delibera regionale sulla vendita dell'Ospedale"

Maria Adelaide, Grimaldi (LuV): "Dopo un anno di pandemia Città e Regione fingono di non vedere il bisogno di presidi sanitari territoriali"

"Per il Maria Adelaide la Città e la Regione stanno portando avanti un'operazione immobiliare da decine di milioni di euro in contrasto con la variante urbanistica, votata dal Consiglio Comunale, che conferma la destinazione sanitaria per quello spazio. Dopo un anno di pandemia si finge di non capire quanto bisogno abbiamo di presidi sanitari territoriali e Case della Salute, nonostante le migliaia di firme raccolte nella Circoscrizione 7 per chiedere la revoca della delibera regionale sulla vendita dell'Ospedale. Abbiamo avuto anni a disposizione per spostare l'Asl e il Poliambulatorio di Lungo Dora Savona 24 al Maria Adelaide e costruire lì la Casa della Salute, e oggi avremmo potuto utilizzare le risorse straordinarie per mettere la struttura in sicurezza e usarla come Covid Hospital, invece si è scelto di allestire le OGR e si sono sprecate ingenti risorse per il Covid Hospital di Torino Esposizioni". E' quanto dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, a seguito del presidio dell'assemblea “Riapriamo il Maria Adelaide”, che ieri si è svolto davanti a Palazzo Civico.

“I residenti, che sanno bene quanto il loro territorio sia carente di servizi sanitari, chiedono che il Maria Adelaide possa essere trasformato in un moderno ospedale di territorio per la prevenzione, la cura e la continuità sanitaria-assistenziale dall'ospedale al domicilio, come sosteniamo anche noi da anni. Il Governo ha presentato un piano di 9 miliardi di euro per questo tipo di strutture, di cui 28 milioni a Torino. Invece di essere smantellato, questo presidio così grande potrebbe ospitare gli infermieri di comunità, i medici di famiglia e anche una Rsa pubblica”, prosegue Grimaldi.

“La Città dispone di tanti altri spazi inutilizzati che potrebbero diventare residenze universitarie, un altro servizio di cui siamo carenti ma che non può essere ampliato a scapito della sanità, né è giusto immaginare interi quartieri universitari, come diventerebbe Vanchiglia che già ospita una residenza da più di 400 posti: i quartieri della città devono essere plurali e promiscui, offrire tutti i servizi e mettere in contatto generazioni e fasce di popolazione diverse”.

comunicato stampa

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