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Politica | 17 giugno 2021, 12:51

Gioco d'azzardo, la Lega insiste: "Serve una nuova legge condivisa che cancelli l'abominio giuridico della retroattività"

Preioni e Cerutti difendono il disegno di legge ora in Commissione in Consiglio regionale. Ma le associazioni in audizione remano contro. Così Avviso Pubblico: "È un colpo di spugna sui risultati degli ultimi 5 anni”

Gioco d'azzardo, la Lega insiste: "Serve una nuova legge condivisa che cancelli l'abominio giuridico della retroattività"

"Dopo aver ascoltato tutte le associazioni afferenti il mondo del gioco lecito e del contrasto alla ludopatia in Piemonte, siamo ancora più convinti che questo comparto che garantisce un lavoro onesto a migliaia di famiglie debba essere tutelato nella sua interezza. Piccoli imprenditori, Partite Iva, gestori e addetti alla filiera devono avere la certezza di continuare ad avere un’occupazione. In questo senso, continuano le nostre interlocuzioni con gli amici delle altre forze di maggioranza: siamo consapevoli che il testo approvato dalla giunta possa ancora essere migliorato, ma auspichiamo che le diverse sensibilità dei nostri alleati convergano su una totale abrogazione della legge 9/2016 e dell’abominio giuridico della retroattività che porta al suo interno". E' quanto dichiarano il presidente del gruppo Lega Salvini Piemonte Alberto Preioni e il vicepresidente Andrea Cerutti. Oggetto del contendere la contestatissima nuova legge sul gioco d'azzardo patologico attualmente in Commissione in Consiglio Regionale. Una legge che andrebbe a sostituire quella attuale approvata nel 2016 da tutte le forze politiche, comprese quelle di Centrodestra.

In audizione, le associazioni sembrano però orientate a promuovere la legge attuale e bocciare quella nuova proposta dalla Giunta. Così come negativo sulla riforma è stato il parere del Cal. Avviso Pubblico, associazione che lotta da sempre contro le ludopatie, ha presentato una memoria scritta indirizzata alle Commissioni che si occupano della legga. "Esprimiamo - si legge - tutte le proprie perplessità relative all’articolato che compone la proposta di legge, fornendo un giudizio complessivamente negativo. A preoccupare è soprattutto l’articolo 18, un vero e proprio colpo di spugna su quanto fatto dalla Regione negli ultimi 5 anni in termini di diminuzione dell'offerta di gioco, primo obiettivo di una normativa che vuole realmente prevenire l’ampliamento della platea di giocatori d'azzardo patologici. La possibilità di consentire la reinstallazione di slot machine o la riapertura di sale gioco e scommesse, nel frattempo chiuse o delocalizzate perché vicine a luoghi sensibili, non ha secondo Avviso Pubblico alcuna attinenza con una proposta di legge che mira a contrastare la dipendenza da gioco d’azzardo".

"Il nuovo disegno di legge - afferma invece Antonio Attinà (Presidente Ordine Assistenti Sociali del Piemonte) - presenta diverse criticità. Ad esempio, tende ad annullare gli effetti del cosiddetto distanziometro introdotto dalla legge n. 9/2016. Accogliamo positivamente il passaggio da 300 a 400 metri della distanza degli apparecchi da gioco dai luoghi sensibili nei comuni sotto i 5.000 abitanti; dall’altro non comprendiamo perché per i comuni più grandi sia stato utilizzato il criterio opposto diminuendo la medesima distanza da 500 a 400 metri.

Critiche, poi, dal gruppo regionale del Movimento 5 Stelle. "Anche le Fiamme gialle smentiscono le fantasiose ricostruzioni della Lega sul gioco in Piemonte in seguito all'introduzione della legge contro l'azzardo patologico. Oggi in Commissione regionale Legalità, congiunta con la terza commissione, i rappresentanti del Comando provinciale della Guarda di Finanza hanno chiarito alcuni punti cruciali. L'aumento degli illeciti in Piemonte, negli anni 2018-2019, dimostrato anche dai dati presentati dalla CGIA di Mestre, riguarda prevalentemente controlli effettuati in luoghi adibiti al gioco legale e dunque censiti. Irregolarità che riguardano, in massima parte, la manomissione, l'utilizzo distorto e la presenza vicino a luoghi sensibili. Non si tratta certo di nuove 'bische' o punti di gioco illegali, come vorrebbero far credere i leghisti. Inoltre l'aumento degli illeciti è anche diretta conseguenza dell'incremento dei controlli, passato dai 236 del 2018 ai 369 del 2019. E dunque, oltre agli studi di IRES Piemonte (Istituto di ricerche della Regione), ed alle testimonianze di ordini professionali ed associazioni, anche la Guardia di Finanza contribuisce a smantellare, laddove ce ne fosse stato bisogno, gli argomenti addotti dai consiglieri leghisti per giustificare la distruzione della buona legge regionale 9/2016".

 

Daniele Angi

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