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Economia e lavoro | 24 giugno 2021, 11:12

Sindacati sul piede di guerra per l'appalto che scade il 30 giugno e non dà garanzie ai lavoratori: mobilitazione per il 25 giugno

Senza esito la riunione con la Prefettura tra la cooperativa Sanitalia, la committenza Zaffiro Nord e i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp, Fisascat Cisl, UIL FPL e UILTuCS

manifesto di protesta

I sindacati Fp Cgil, Cisl Fp, Fisascat Cisl, UIL FPL e UILTuCS protestano contro le nuove condizioni contrattuali

Ancora pochi giorni, poi scadranno (il 30 giugno) gli appalti gestiti dalla Cooperativa Sanitalia presso la committenza di Zaffiro Nord. È per fare chiarezza sugli scenari futuri che, nei giorni scorsi, si è tenuto con la Prefettura di Torino un incontro tra i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp, Fisascat Cisl, UIL FPL e UILTuCS, i rappresentanti della cooperativa e della committenza per tentare una conciliazione a seguito dell'apertura dello stato di agitazione.
Un confronto che non ha portato a grandi passi avanti. Tanto che un severo comunicato unitario delle sigle che rappresentano i lavoratori sottolineano come non ci sia stata da parte di Zaffiro Nord "qualsivoglia intenzione di voler interloquire con le organizzazioni sindacali circa la volontà, già anticipata ai lavoratori attraverso colloqui individuali, di internalizzare i servizi procedendo con assunzioni ex novo ed applicando il contratto nazionale Anaste". Nessun tavolo sindacale è stato attivato per garantire la continuità occupazionale, normativa ed economica data dal passaggio da un gestore all'altro.  "Riteniamo l'atteggiamento di Zaffiro Nord deplorevole - dicono ancora i sindacati - prima di tutto nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori interessati nei servizi in oggetto ai quali viene negato, dopo anni di lavoro e di sacrifici, il mantenimento dei livelli salariali e normativi acquisiti, partendo da zero e sottoposti a periodo di prova, attraverso la richiesta di dare le dimissioni da Sanitalia Service e l'assunzione in Zaffiro Nord.
L'Azienda si accanisce sulle lavoratrici ed i lavoratori applicando un CCNL che ne riduce i diritti normativi e salariali – peraltro siglato da sindacati minori privi di mandato o rappresentanza nel settore - scaricando sul personale la scelta di riduzione dei costi solo ed esclusivamente per abbattere i costi del lavoro.
Ma Zaffiro Nord dimostra di non aver a cuore nemmeno l'utenza di quei servizi che si appresta a gestire, un'utenza fatta di persone fragili, con gravi disabilità psichiatriche che rischiano di veder meno la continuità assistenziale e di fiducia creata negli anni con educatrici ed educatori che con loro hanno fatto un percorso e che il venir meno rischia di compromettere ulteriormente la stabilità psichica di soggetti così vulnerabili
".
"Sono servizi in accreditamento - aggiungono - che esistono normative giuridiche che li regolano e che non si può permettere a nessuna Azienda di giocare con la pelle delle persone più deboli esclusivamente per ragioni di profitto.
La DGR 25 del Piemonte prevede che per ottenere e mantenere l'accreditamento dei servizi, tra gli altri criteri, occorre applicare uno dei CCNL siglati dalle Organizzazioni maggiormente rappresentative: Anaste non è tra questi. Inoltre, ricordiamo che le tariffe sono calcolate su tabelle ministeriali derivanti dalla sottoscrizione di quei contratti. Forse è arrivato il momento di fare reali distinguo tra chi paga le lavoratrici ed i lavoratori nel modo corretto e chi invece sceglie di fare dumping salariale e concorrenza sleale all'interno del settore, magari riconoscendo le tariffe sulla proporzione di taglio del costo del lavoro e con interventi duri da parte delle commissioni di vigilanza preposte"
.
Per portare avanti queste rivendicazioni, i sindacati hanno organizzato una mobilitazione per la giornata di venerdì 25 giugno.

comunicato stampa

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