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Calcio | 11 luglio 2021, 07:30

Fatevi schifo da soli

Sulle nuove divise del Torino ci saranno rimandi alla Mole e al Museo Egizio, ma non a Superga

Le maglie di allenamento del Torino

Le maglie di allenamento del Torino

Partiamo da un presupposto fondamentale: essere ignoranti - nel senso di non conoscere - è un diritto di tutti, però non bisogna approfittarsene.

A beneficio di chi ignora, ovvero è ignorante, rendo noti alcuni fatti importanti: a Torino esiste un edificio, chiamato Mole Antonelliana, dal nome dell’architetto che la progettò, Alessandro Antonelli e venne realizzata tra il 1863 ed il 1889 ed oggi ospita il Museo del Cinema.

Esiste anche un museo, il Museo Egizio, istituito nel 1824 da Carlo Felice di Savoia, più antico al mondo per anzianità di servizio, ma sopratutto famoso perché per ricchezza delle collezioni in esso custodite, è secondo solo a quello del Cairo.

Casualmente, a Torino, esiste anche una Basilica, chiamata Superga, dal nome del colle su cui è posta, fatta erigere da Vittorio Amedeo II di Savoia, per ringraziare la Madonna delle Grazie per la vittoria del 2 settembre 1706, che pose fine all’assedio dei franco-spagnoli alla città di Torino. Il progetto del 1715 era dell'architetto Filippo Juvarra ed i lavori durarono dal 1717 al 1731.

Altrettanto casualmente, il 4 maggio 1949, il trimotore che riportava a casa la squadra del Torino, di ritorno da Lisbona, dove aveva disputato un'amichevole contro il Benfica, si schiantò sul terrapieno dietro la basilica e tutte le trentuno persone a bordo morirono. L'eco della tragedia sportiva attraversò tutto il mondo, tanto che la squadra del River Plate volò da Buenos Aires a disputare una partita a sostegno dei familiari delle vittime della tragedia e la FIFA istituì la giornata mondiale del gioco del calcio proprio il 4 maggio.

Ancora casualmente, sempre a Torino, esisteva lo Stadio Filadelfia, il Tempio dove quei campioni Immortali misero in Fila cento partite utili consecutive, senza una sconfitta e dove scrissero le pagine più belle del calcio granata e molti record, ancora imbattuti del calcio italiano,  Stadio che ora esiste nuovamente grazie alla ferrea, indomita volontà del Popolo Granata che ha preso per il colletto le istituzioni, obbligandole dapprima a istituire una Fondazione che restituisse vita a quel Tempio e poi trascinandole alla ricostruzione, con l'inaugurazione del primo lotto nel 2017.

Bene, fatte queste doverose premesse, indispensabili per capire dove sto andando a parare, ecco il perché mi sono speso in queste spiegazioni. Poco fa ho ricevuto una fotografia in cui sono ritratte le maglie da allenamento del Torino FC per la stagione 2021/22, che nel disegno a sfumatura di colore del tessuto, mostrano la Mole Antonelliana ed i geroglifici egizi. Due splendidi musei, Egizio e Cinema, certamente vanto della cultura piemontese, ma da sempre più vicini ai cugini bianconeri, tanto da aver organizzato eventi in comune nei rispettivi musei.

Ebbene sì, malgrado questo, avete capito bene: la Mole Antonelliana ed il Museo Egizio, sono i due simboli di questa città di cui il Torino FC è talmente fiero da volerli indossare, di più, con sabaudo understatement, ostentare in sfumatura di colore.

Mi chiedo cosa succederebbe a Roma se mettessero un’aquila imperiale sulle maglie giallorosse o una lupa capitolina su quelle biancocelesti.

E quindi ancora allibisco a pensare che non Superga ed il Filadelfia, ma la Mole Antonelliana ed il Museo Egizio, siano finiti sulle nostre maglie.

Non Superga, simbolo dell'orgoglio torinese di essersi liberati degli invasori franco-spagnoli, stella polare della Fede Granata, il cui terreno si è bagnato del sangue dei nostri Eroi, non il Filadelfia Tempio di quella Fede, “culla di speranze, vita e rinascita” come mirabilmente celebrò Giovanni Arpino, bianconero con una sensibilità granata senza pari.

Bene, io non so dove abbia la sede la Joma, l’azienda che da un paio di stagioni è lo sponsor tecnico del Torino FC, probabilmente sarà su Marte, perché sulla Terra chiunque graviti nel mondo del calcio conosce la storia di Superga e del Grande Torino, ma mi chiedo chi sia il genio che ha avuto questa pensata e che cosa possa averla ispirata.

Non so nemmeno chi, nella dirigenza del Torino FC, dopo aver visto questo blasfemo bozzetto, possa aver dato il via libera alla produzione, ma mi chiedo se costui conosca minimamente la storia del sodalizio in cui opera e se ne sia, per sbaglio, anche tifoso.

So solo che questo è l'ennesimo sfregio ad una squadra leggendaria, ad un popolo di fedeli appassionati e che né l'una né gli altri meritavano questo affronto.

A fronte di certe insostenibili leggerezze, salvo che non si voglia pensare a malafede, non ci si deve stupire se la sede legale stia in un alloggetto di via Arcivescovado, ma quella operativa sia a Milano, se per ricostruire il Filadelfia sia stata necessaria una Fondazione, se il settore giovanile sia ai minimi storici dopo gli anni gloriosi di Ussello, Rabitti, Cozzolino e Vatta in cui era il primo in Italia per risultati e non abbia una casa dove allenarsi, se il Museo del Grande Torino esista e prosperi solo grazie al sacrificio dei volontari che gli hanno dato vita e lo curano amorevolmente ogni giorno, se la prima squadra ciondoli stabilmente nelle zone basse della classifica, salvandosi per miracolo come nelle due ultime, deludenti stagioni e, malgrado ciò, ci tocchi sentire scuse invereconde per giustificare i disastri passati e proclami roboanti a millantare successi futuri che non arrivano mai.

Questa non è la cosa peggiore cui abbiamo assistito in questi ultimi quindici anni, ma è la goccia che fa traboccare il vaso.

Mi piange il cuore pensare al mio amico Carlo Testa, che se fosse stato interpellato preventivamente, avrebbe potuto evitare questo sconcio, ed ora si trova il negozio pieno di questa mercanzia.

A chi ha progettato ed autorizzato questa indecenza, invece, auguro di campare cent'anni in piena salute, sperando che il tempo che gli resta da vivere sia sufficiente a fargli capire l’enormità commessa, a vergognarsene ed a pentirsene.

Nel frattempo, fatevi schifo da soli.

Domenico Beccaria

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