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Attualità | 09 ottobre 2021, 10:28

Il calcio è solo un ricordo, Victoria Ivest simbolo del degrado (FOTO e VIDEO)

Tra via Paolo Della Cella e via Paolo Veronese si consuma un destino spietato per la società sportiva di Borgo Vittoria: il pallone si è sgonfiato

quel che resta del victoria ivest

Il calcio è solo un ricordo, Victoria Ivest simbolo del degrado

Per chi è nato in Borgo Vittoria, è quasi impossibile non aver sentito pronunciare il nome Victoria Ivest, a lungo vera e propria istituzione sportiva per i residenti della zona.

Più di semplici campi di calcio

Due appezzamenti di terreno, edificati tra via Paolo della Cella e via Paolo Veronese, ma molto più di due semplici campi da calcio. Lì sono nate amicizie indissolubili, si sono creati ricordi indelebili, tornano alla mente episodi e aneddoti di infanzie spensierate. E, perché no, anche di soddisfazioni sportive. Il Victoria Ivest è stata infatti motivo di orgoglio per il movimento calcistico torinese. Una realtà capace di ottenere risultati considerevoli all’interno dei confini regionali e persino oltre.

Quei favolosi anni Ottanta

Gli anni Ottanta rappresentano infatti il periodo di maggior splendore per la compagine. Nel 1982 gli Allievi allenati da Salvatore Iacolino sfiorano il titolo nazionale. Cinque anni più tardi il tricolore è realtà. Con grande orgoglio del presidente Nino Furnari. Una di quelle storie da raccontare ai posteri, il quartiere popolare che sale sul tetto dello Stivale. Ma oggi di quell’epopea sportiva non rimane più niente.

Tra erbacce, rifiuti e degrado

La realtà odierna non può che infangare quotidianamente il libro dei ricordi (se esiste) della società più importante del Borgo. Molto probabilmente sarà lì, morente, tra le erbacce, a sgretolarsi nell'incuria e nell'abbandono. E' il triste spettacolo che si può scorgere tra le reti di una recinzione grigia, come il presente del campo di Via Paolo della Cella. Luogo prestato al calcio, adesso in preda al degrado.

Fa effetto leggere ancora le scritte “Ingresso giocatori dirigenti” che circondano il perimetro della struttura. Anche perché ad oggi ad avere l’accesso, chiaramente abusivo, sono i soggetti più disperati che animano la città. Niente più bambini curiosi del proprio futuro, ma chi in fondo col futuro ci ha già giocato e n’è uscito purtroppo sconfitto. Per non parlare del vecchio campo di Via Paolo Veronese, dove l’insegna col logo della società è ormai coperta quasi interamente dalla vegetazione.

Due milioni di euro abbandonati

All'interno la situazione è ancora peggiore, se possibile. Che ci fa uno sfasciacarrozze, nel luogo dell’effimero dei sogni più infantili? Dove sono finiti gli spalti, le porte e la biglietteria. Che ci fa tutta quell’erbaccia? È come svegliarsi da un incubo. Finora infatti i tentativi di ricostruire il non ricostruibile, sono affogati tra le magagne della burocrazia. Ci aveva provato il duo Gerbi (figlio dell’ex proprietario del Torino)-Furnari, senza risultati.

Così, una struttura da oltre 2 milioni di euro si aggiunge a una lista di sprechi incomprensibili di fronte al valore sociale dello sport. Il degrado avanza senza sconti, l’abbandono più totale, gli atti vandalici e il via vai di senza tetto che si sono accampati dal 2017 in poi, sono l’impronta più visibile su un impianto che è del tutto inagibile.

Il bando indetto dal Comune sa di ultima spiaggia. Sognando un giorno di ritornare sugli spalti (e non in mezzo alle erbacce) di quel che resta del glorioso Victoria Ivest.

Matteo Curreri

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