Piccole cose, ma concrete. Nella Torino che si risveglia con Stefano Lo Russo sindaco, i torinesi chiedono al neo primo cittadino di occuparsi dei problemi quotidiani, piuttosto che ai grandi progetti.
“Gli chiederei maggiore pulizia, ordine in città: di conseguenza sicurezza. Tanto in centro, quanto in periferia” afferma una signora in via Garibaldi. Forte poi di dare seguito alle promesse elettorali, occupandosi delle periferie che tanto hanno disertato le urne: “Vorrei che mantenesse quello che ha dichiarato per le periferie, che meritano attenzione e decoro” spiega un signore, residente vicino all’ospedale Martini. “Nel parco davanti a casa mia - prosegue - c’erano erbacce alte due metri. Non è possibile avere situazioni cosi: la pista di pattinaggio per i bimbi, la staccionata è marcita e abbandonata”.
La sensazione è che ai cittadini interessino i dettagli, quei particolari che consentono loro di vivere bene “a casa loro”, come testimonia la richiesta di una donna in coda per rinnovare l’abbonamento musei: “La biblioteca Carluccio è chiusa da 10 anni. Promettono, promettono e poi non mantengono: speriamo in bene”.
“Vorrei vedere miglioramenti nei servizi pubblici e mi piacerebbe che a Torino tornassero le belle mostre del passato, completamente sparite. Mi auguro che si possa ripartire. Sono contenta che ci sia stato un cambiamento” racconta una residente in centro.
Non mancano tuttavia i dubbi e le preoccupazioni, soprattutto legate all’astensionismo: “Mi preoccupa che i torinesi non siano andati a votare, non c’è più fiducia in questa politica” sospira amaramente una signora.
















