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Attualità | 25 ottobre 2021, 15:42

È uscita la nuova guida escursionistica sulla Val d’Angrogna, voluta dal sindaco Malan

Un invito “a vedere le radici che ci hanno permesso di diventare ciò che siamo”, scriveva nell’introduzione del volume il primo cittadino scomparso il mese scorso

Val d’Angrogna

Val d’Angrogna

Aveva già scritto la presentazione per le prime pagine, ma è scomparso senza poterla vedere pubblicata. Nelle intenzioni del sindaco di Angrogna, Mario Malan, la nuova guida escursionistica ‘La Val d’Angrogna. Una valle selvaggia tutta da scoprire’, edita da Fusta, era un invito “a vedere le radici che ci hanno permesso di diventare ciò che siamo”. Deceduto però a metà settembre, non ha avuto il tempo di vederla sugli scaffali delle librerie, delle cartolerie e del negozio di alimentari di San Lorenzo, dove ora è in vendita. Aveva creduto nella realizzazione della guida per promuovere la valle ma anche per conservarne la memoria: “Mario l’aveva voluta perché consapevole del patrimonio sentieristisco di Angrogna, ma anche perché camminando si ha occasione di osservare e capire com’era la vita in passato” rivela l’assessore Eleonora Barotto.

Sindaco dal 2007 e buon camminatore, Malan conosceva bene i percorsi che si snodavano tra le borgate e il valore storico e culturale dei rustici sparsi sulle montagne: “Per questo, oltre ad itinerari importanti dal punto di vista naturalistico e paesaggistico, vengono descritti anche i sentieri che collegano luoghi un tempo abitati – spiega Barotto –, scoprendo le tracce dell’attività antropica come i terrazzamenti in passato coltivati, ma ora invasi dalla vegetazione”. Nella guida, scritta da Michela Perrone, presidente dell’associazione culturale Hari, ci sono quindi i grandi classici della Val d’Angrogna, come la salita alla Vaccera, il panoramico sentiero balcone, ma anche il giro delle antiche borgate angrognine, e l’anello che da Sonagliette tocca il museo dei Pons, dedicato al lavoro e alla vita contadina, e la fontana del Burro, radura dove i pastori conservavano al fresco il latticino.

Elisa Rollino

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