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Economia e lavoro | 26 novembre 2021, 18:40

Ex Embraco, i soldi della reindustrializzazione andranno a pagare le spese del fallimento. Ai lavoratori 7000 euro lordi

È l'orientamento emerso dal vertice tra la curatela Ventures e Whirlpool. L'indignazione dei sindacati: "Operai presi in giro ancora una volta, nel silenzio delle istituzioni"

Presidio Embraco - foto d'archivio

Uno dei tanti presidi che in questi anni hanno visto coinvolti i lavoratori Embraco

Tutto come previsto, purtroppo. La vicenda Embraco dopo quattro anni si avvia a conclusione senza lieto fine. Ma anzi, con ulteriore amarezza. Come annunciato nei giorni scorsi, infatti, il fondo Escrow - lasciato da Whirlpool per la reindustrializzazione dello stabilimento di Riva di Chieri - sarà utilizzato per sanare i debiti, chiudere gli ultimi contenzioni e collocare la pietra tombale sull'intera vicenda.

L'appuntamento tra la curatela fallimentare di Ventures e Chieritalia (Whirlpool) era annunciata per oggi. Un vertice dal quale è emersa una sola intenzione: chiudere “in bonis” il fallimento, destinando i circa 9 milioni di euro rimasti nel fondo al pagamento dei costi del fallimento stesso.

Settemila euro (lordi) ciascuno, ma serve il 90% dei consensi

Con le ripartizioni illustrate dalla curatela, a ogni lavoratore, oltre ai crediti fallimentari, non resterebbe che una somma pari a circa settemila euro lordi. L’esito positivo del concordato è vincolato però alla firma di una conciliazione da parte di almeno il 90% dei lavoratori coinvolti.
"Il fondo “escrow” viene distolto dalla sua collocazione originale (cioè a favore dei lavoratori e di una possibile reindustrializzazione) e viene adoperato per sanare i debiti fallimentari di pseudo imprenditori che hanno preso in giro i lavoratori, oltre che per pagare gli oneri della curatela", commenta Vito Benevento, segretario organizzativo Uilm Torino

Abbiamo sempre sostenuto – prosegue Benevento - che in mancanza di una reindustrializzazione, il fondo avrebbe dovuto essere destinato per intero ai lavoratori. Per loro, oltre al danno di aver perso il posto di lavoro, si aggiunge la beffa dell’assenza assoluta da parte del Governo. Ricordiamo che nonostante le innumerevoli richieste di incontro, nessuna convocazione è arrivata dal Mise nel corso del 2021”.

"Perché governo e istituzioni stanno in silenzio?"

E di ferma condanna sono anche le parole di Ugo Bolognesi, Fiom Cgil Torino: "Whirlpool ha deciso di chiudere lo stabilimento, ha trovato e presentato il soggetto Ventures (anche se poi è stato vagliato dal Mise), ha la prima responsabilità di tutto quello che è successo in questi quattro anni, e adesso vuole liquidare i lavoratori così. È una vergogna senza fine, ma il Governo, le Istituzioni, dove sono? Devono intervenire subito, un finale così i lavoratori, le lavoratrici, non lo meritano".

Anche Uilm chiama in causa le istituzioni: "Speriamo che costruiscano, come promesso, un apposito piano di formazione e ricollocazione per i 400 lavoratori ex Embraco, in modo da garantire loro nuove opportunità di occupazione senza che nessuno sia abbandonato al proprio destino”.

E da parte di Uglm Torino, con il segretario Ciro Marino, si fa notare anche che "come organizzazione sindacale abbiamo chiesto di aumentare la cifra che andrebbe ai lavoratori. A Napoli stanno proponendo 120mila euro a testa, cifra che tanti stanno anche rifiutando e quindi qui si poteva fare decisamente di più, anche a livello di immagine della multinazionale. Un'altra doccia fredda, a conferma che non si ha rispetto per lavoratori che vengono illusi da 4 anni".

Massimiliano Sciullo

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