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Economia e lavoro | 09 dicembre 2021, 18:04

Yazaki, indotto Stellantis, delocalizza in Portogallo: il licenziamento in tronco per tre lavoratori arriva in videochiamata

La denuncia di Filcams Cgil e Fisascat Csil: "Non c'è alcun rispetto per la dignità dei lavoratori". Intanto per Embraco arrivano (di nuovo) le lettere di licenziamento. Il 15 dicembre manifestazione davanti al Mise

lettere appese davanti alla Regione

Le lettere di licenziamento che furono appese davanti alla Regione nei mesi scorsi dai lavoratori Embraco

Non è un periodo felice per il mondo del lavoro torinese e piemontese, soprattutto alla voce "multinazionali". Si iscrive a questa casistica anche la Yazaki Italia, società che produce e commercializza cablaggi e sistemi di distribuzione elettrica per autoveicoli e che tra i primi clienti ha il Gruppo Stellantis. Secondo quanto denunciano Filcams Cgil e Fisascat Cisl, infatti, l'azienda avrebbe licenziato in tronco tre lavoratori (uno in provincia di Caserta e due nello stabilimento di Grugliasco, tra cui proprio un rsu Fisascat di Torino) tramite una telefonata sulla piattaforma Teams. Un allontanamento immediato dal posto di lavoro "negando loro tutti gli accessi, delocalizzando la loro attività in Portogallo - spiegano i sindacati -. Nulla è valso aver lavorato con ritmi ed orari improponibili in piena emergenza sanitaria. Nulla è valso neanche aver ricevuto ampie rassicurazioni sul futuro dell’azienda in Italia durante l’incontro sindacale effettuato il 10 settembre 2021. Non c'è alcun rispetto per la dignità dei lavoratori, che sono innanzitutto esseri umani".
I sindacati hanno chiesto il ritiro dei licenziamenti: se entro tre giorni non accadrà nulla, potrebbe scattare lo sciopero nello stabilimento che dà lavoro a 91 persone.

Embraco: ri-partono le lettere di licenziamento. Manifestazione a Roma

Sembra un deja-vu, in realtà è un brutto ricordo che si ripropone: sono intanto partite (di nuovo) le lettere di licenziamento per i circa 400 lavoratori Embraco di Riva di Chieri. Il 22 gennaio, infatti, scadrà l'ultima proroga in ordine di tempo della cassa integrazione e dunque ci si ritrova al punto di qualche mese fa, quando le lettere furono appese di fronte alla sede della Regione, in piazza Castello.
Appese a un filo, come il destino degli operai che ormai da 4 anni attendono notizie e che sempre più spesso ricevono docce fredde. Ecco perché, il prossimo 15 dicembre, una delegazione prenderà parte all'ennesimo (forse ultimo) presidio di protesta davanti al Mise, a Roma. A ricordare che dopo circa un anno di attesa non è mai stato convocato nemmeno il tavoo di crisi per aggiornare la situazione.
"All’iniziativa - spiegano Fim, Fiom, Uilm e Uglm - sono invitati il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo".

Massimiliano Sciullo

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