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Eventi | 08 giugno 2022, 13:00

Just the woman I am continua con la lezione-spettacolo "Il pendolo di charpy"

Sei brevi “talk”, tenuti da docenti di UniTo e PoliTo, per esplorare il concetto di resilienza tra scienza, musica, letteratura e tecnica. Il 9 giugno alle 18 in Aula Magna al Politecnico

Just the woman I am continua con la lezione-spettacolo "Il pendolo di charpy"

Oggi si parla molto di resilienza: è la capacità di rialzarsi, di non lasciarsi sconfiggere, di non farsi spezzare. E la resilienza è donna.

Da questa premessa prende avvio lo spettacolo teatrale “Il pendolo di Charpy”, proposto nell’ambito delle iniziative di Just The Woman I Am 2022, l’evento organizzato dal Centro Universitario Sportivo torinesePolitecnico di Torino e Università di Torino che ogni anno raccoglie fondi per la ricerca universitaria sul cancro.

Quest’anno Just the Woman I Am non si ferma all’8 marzo, ma si moltiplica in una serie di attività distribuite lungo i dodici mesi: giovedì 9 giugno, alle ore 18 nell’Aula Magna “G. Agnelli” del Politecnico di Torino (C.so Duca degli Abruzzi, 24 - Torino) andrà quindi  in scena la lezione-spettacolo a più voci “Il Pendolo di Charpy”, che esplorerà il concetto di resilienza in tutte le sue sfaccettature: dalle sue radici, che affondano nel terreno fertile della Scienza dei materiali, fino alle implicazioni sociali e psicologiche che lo contraddistinguono oggi. A guidare gli spettatori in questa esplorazione sarà Bruno Maria Ferraro, direttore artistico di Tangram Teatro; il commento musicale, in chiave jazz, sarà affidato ai Frubers in the Sky e la regia ad Alessandro Perissinotto.

Il titolo dello spettacolo prende il nome dall’omonimo pendolo ideato dallo scienziato francese Georges Charpy per misurare in laboratorio la tenacità dei materiali, ossia la capacità che ha un materiale di resistere alla rottura a flessione per urto. Questa misura, detta "prova di resilienza", consiste nel misurare l'energia necessaria a rompere per urto in un solo colpo il campione in esame.

Bruno Maria Ferraro introdurrà sei brevi “talk”, tenuti da docenti, ricercatori e ricercatrici dei due atenei, attraverso una profonda e personalissima riflessione sul concetto di resilienza. Andranno quindi in scena Federica Bondioli, ordinaria di Scienza e tecnologia dei materiali del Politecnico, con una lezione sulle proprietà dei materiali resilienti e la spiegazione scientifica della tragica fine del Titanic; Silvia De Francia, docente del Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche UniTo, partirà dai segreti del patrimonio cromosomico contenuto nel cariotipo femminile per spiegare la forza e la resilienza delle donne; Katiuscia Sacco, docente del Dipartimento di Ingegneria dell'Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture del Politecnico, parlerà dell’antifragilità, ovvero della capacità di trarre forza e nuove energia dalle situazioni difficili; Anna Arnaudo, atleta del CUS Torino, farà un elogio dell’imperfezione attraverso il racconto dell’esperienza personale di come affrontare una malattia autoimmune; Roberta Bardini, collaboratrice del Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico, descriverà la resilienza dal punto di vista dinamico del moto e della deformazione dei corpi; concluderà il trio composto da Giovanni Abbate Daga, ordinario di Psichiatria al Dipartimento di Neuroscienze UniTo, Silvia Grottoli, associata del Dipartimento di Scienze Mediche UniTo e Alberto Rainoldi, Vice-Rettore per il Welfare, la Sostenibilità e lo Sport dell’Università di Torino, che illustrerà, dal punto di vista oncologico, le conseguenze dello stress, tentando così di dare una risposta alla domanda conclusiva di Bruno Maria Ferrero, che ricordando suo nonno, “il quale, peraltro, allo stress,…, ha resistito benissimo, visto che ha praticamente attraversato il ventesimo secolo. Ma saper resistere allo stress ha a che vedere con la resilienza?”.

comunicato stampa

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