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Cronaca | 17 giugno 2022, 13:10

Agente della Penitenziaria aggredito ieri nel carcere delle Vallette

Per lui una prognosi di due settimane, dopo essere stato preso a pugni da un detenuto straniero

carcere delle vallette

Agente della Penitenziaria aggredito ieri nel carcere delle Vallette

Nel tardo pomeriggio di ieri, giovedì 16 giugno, nel carcere di Torino, un  detenuto straniero pretendeva di rimanere con la cella aperta. Al diniego dell’agente dapprima lo spintonava e successivamente lo colpiva con un pugno all’altezza della tempia sinistra. Il poliziotto della penitenziaria è stato poi accompagnato al Pronto Soccorso  dell’Ospedale Maria Vittoria dove, dopo le necessarie cure, veniva dimesso con una prognosi di due settimane.  

A dare la notizia è l’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) per voce del Segretario Generale Leo Beneduci che aggiunge: "Si tratta solo dell’ultimo, in ordine di tempo, episodio di violenza ai danni di personale di polizia penitenziaria, che ormai subisce persino l’ira irriguardosa e non giustificata dei detenuti. L’episodio, non isolato, si connota di ancor più gravità per il clima di violenza cui si assiste e, che compromette la sicurezza e la tutela del principio stesso di giustizia".

"Non possiamo che richiamare il rispetto di ciascuna figura operante all’interno del carcere e pretendere, arrivati a questo punto, che l’Amministrazione Penitenziaria periferica e centrale prenda formale consapevolezza di episodi che ormai rischiano di caratterizzare gli ambienti delle carceri italiane e, si adoperi con assoluta urgenza per la tutela di tutto il personale penitenziario. Lo stesso personale che si è sempre contraddistinto per la professionalità ed il senso assoluto del dovere e, che subisce episodi di violenza non più tollerabili e che rischiano di esasperare le condizioni di vivibilità e di lavoro. La sensazione è che l’Amministrazione Centrale non sia in grado di fornire supporto, sostegno e tutela dinanzi al compiersi e, ormai reiterarsi, di atti di violenza”, ha concluso Beneduci.

redazione

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