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Attualità | 09 dicembre 2022, 07:05

Il trionfo dell'amore libero. I torinesi Giandomenico e Gino protagonisti del programma “Quattro Matrimoni” [INTERVISTA]

L’unione civile presente nell’ultimo episodio del format di Sky. Lo sposo: “Volevamo mandare un messaggio”

Giandomenico e Gino

Giandomenico e Gino protagonisti del programma “Quattro Matrimoni”

Nel programma tv “Quattro Matrimoni”, in onda su Sky, è andata in scena un’unione civile torinese. Hanno partecipato Giandomenico e Gino Di Chiara, che hanno celebrato lo scorso giugno e sono andati in onda domenica 4 dicembre durante l’ottava puntata della sesta stagione del programma.

Giandomenico, parrucchiere in zona Madonna del Pilone, ha gareggiato contro altre tre spose per decidere quale matrimonio fosse il migliore, assegnandosi voti a vicenda su ogni aspetto importante come vestiti, cibo e organizzazione. 

L’unione civile di Giandomenico e Gino si è tenuta nel bellissimo Castello di Cortanze, in provincia di Asti. “Abbiamo fatto la celebrazione direttamente lì, non prima in Comune - ha raccontato Giandomenico - È stata la prima unione civile a Cortanze, il sindaco ci ha dato la cittadinanza onoraria e invitati a cena in futuro. Se la politica è indietro sulla questione, le persone no, ci siamo sentiti molto accolti”. 

Giandomenico: “Far vedere e normalizzare le unioni civili 

L’episodio di “Quattro Matrimoni” aveva come tema comune per i quattro protagonisti l’istituzione di un dress code. Giandomenico e Gino hanno “imposto” ai propri ospiti delle scarpe rosse, simbolo della lotta alla violenza contro le donne. 

La produzione non ha però influito in alcun modo sull’organizzazione dell’unione civile, come ha affermato Giandomenico: “Le telecamere non distraggono in alcun modo. Non ti rendi conto che ci sono, sono discretissimi, dei professionisti. Ti chiedono solo di fermarti qualche istante uscendo dall’auto, qualche foto e poi non si vede più nessuno”. 

Di solito per partecipare bisogna candidarsi ma nel nostro caso ci hanno contattati loro, io collaboro con Sanremo come parrucchiere e un’amica ci ha messi in contatto. Cercavano un’unione civile, all’inizio io e Gino non volevamo farlo ma poi ci siamo convinti, abbiamo pensato che fosse importante farci vedere e mandare il messaggio che è una cosa normale. La scorsa stagione hanno mandato in onda altre due unioni civili ma non avevano avuto molto successo, forse erano troppo macchiettistiche. Noi invece abbiamo cercato di togliere lo stigma di far finta che fosse un matrimonio”. 

"Esperienza positiva ma anche qualcosa da rivedere"

A parte qualche piccola polemica, per Giandomenico è stata un’esperienza molto divertente: “Mi sono arrabbiato perché mi hanno chiamato ‘sposa’ come le altre, è un po’ un controsenso al messaggio che volevamo mandare. Mi dispiace che tra i vari tagli abbiano tagliato il discorso del celebrante, è stato bellissimo ma non avrebbero potuto mandarlo in onda perché ha nominato l’applauso al DDL Zan, peccato. Mi è dispiaciuto che non si sia vista anche un’altra parte della celebrazione: gli anelli sono stati portati da Andrea, un ragazzo con la sindrome di Down a cui siamo molto legati, ha avuto una parte molto importante e ci tenevo perché il nostro matrimonio parlava di inclusione”.

In generale mi sono divertito, ho giocato tanto, con le altre spose abbiamo un buon rapporto e c’è stato grande rispetto. È tremendo il momento in cui si parla dei voti che ci siamo assegnati, molto imbarazzante. Mi sono divertito tantissimo al matrimonio di Laura in stile steampunk, tutto il programma è stata un’esperienza magnifica”.

Francesco Capuano

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