Il quarto appuntamento del ciclo di performance che abitano il t-space X MAO, in programma dal 9 marzo al 7 maggio, è dedicato all’artista Massimo Grimaldi (Taranto, 1974) e alla sua videoinstallazione Monogatari, prodotta da Snaporazverein in collaborazione con Zero..., Milano.
L’opera consiste nella proiezione, su due schermi appaiati, del reportage fotografico realizzato in Giappone tra il 2017 e il 2018, dove l’artista ha vissuto per alcuni mesi grazie al premio On Demand by Snaporazverein. Durante il soggiorno a Tokyo, Kyoto e Osaka l’artista ha potuto approfondire la conoscenza di una cultura che, nel suo rigore formale e nelle sue strutture simboliche, sente come elettivamente affine.
Contrariamente a quanto il titolo lascerebbe supporre, la videoinstallazione (in giapponese 物語, letteralmente ‘racconto’) non vuole narrare una storia, quanto piuttosto rendere visibile quell’intimo legame che si produce con un luogo - e con le persone che lo abitano - quando è finalmente superata la presunzione di averlo già compreso e di saperlo descrivere.
Non può mai davvero essere raccontato il fascino di un paesaggio che appare nuovo ed esotico: è sempre quest’ultimo a raccontare la fascinazione di chi lo guarda.
Similmente a quanto realizzato in passato con i reportage fotografici sugli ospedali della Ong Emergency, che prima ancora di descrivere la loro attività erano soprattutto degli autoritratti del modo con cui l’artista si relazionava ad essi, alle loro persone, ai loro paesaggi, anche Monogatari è da considerarsi come una “costruzione affettiva”.
La videoinstallazione si arricchisce della contestuale presenza nello spazio espositivo - anomala performer - dell'artista di ikebana Nami Kodama che, sovrapponendo la propria silhouette alle immagini proiettate, ne rifrange e ne stratifica ulteriormente la percezione.
Per info: www.maotorino.it














