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Economia e lavoro | 01 giugno 2023, 15:22

Il futuro di Mirafiori chiede risposte sotto le finestre del sindaco Lo Russo: "Torino non un problema, ma un'opportunità. Non sono pessimista" [FOTO e VIDEO]

Presidio della Fiom per tenere alta l'attenzione sul futuro dell'automotive in piazza Palazzo di Città. Poi la partenza per Parigi alla ricerca di Tavares. "Bisogna coinvolgere il nostro governo in queste tematiche"

presidio sindacati

Il futuro di Mirafiori chiede risposte sotto le finestre del sindaco Lo Russo

Musica ad alto volume, cori da stadio, un sole a picco e domande che attendono risposte. Pomeriggio movimentato, nella solitamente silenziosa piazza Palazzo di città. Sotto lo sguardo severo del Conte Verde si sono dati appuntamento i rappresentanti di Fiom Cgil che vogliono mantenere alta l'attenzione delle istituzioni (e il Comune, in questo caso) sul tema dell'auto a Torino.

Lo hanno fatto con un presidio che ha portato il dibattito in piazza, letteralmente. E che in serata vedrà la partenza alla volta di Parigi, per portare le stesse richieste anche a Stellantis.

Una tappa prima di Parigi

"È la prima tappa di una serie di iniziative che, oltre a Parigi, arriverà a toccare anche altri stabilimenti italiani. Vogliamo mettere al centro, non solo della città, fisicamente, ma anche dell'attenzione, un settore che dà ancora lavoro a decine di migliaia di persone. Undicimila a Mirafiori, in generale 60mila con l'indotto in tutta la provincia", spiega Edi Lazzi, segretario provinciale di Fiom Cgil.

Nuove produzioni e un nuovo progetto di sviluppo

"Chiediamo nuove produzioni, ma anche un nuovo sistema di rilancio per Torino nell'ottica della transizione energetica - aggiunge Lazzi - Visto che Mirafiori è vuota per metà, si potrebbe ripensare quegli spazi, a patto che nel resto dello stabilimento Stellantis si impegni a investire e porti nuove produzioni".

Formazione, infrastrutture elettriche e dialogo 

Un dialogo che cerca più interlocutori possibili. "Discutiamo con istituzioni e industriali, ma anche con i ragazzi dei Fridays for future su un nuovo sistema che produca energia pulita e possa creare nuova occupazione, magari assorbendo i fuoriusciti da questa rivoluzione digitale ed energetica. Bisogna trovare nuove soluzioni, dalla formazione anche attraverso le università alla realizzazione  delle infrastrutture di ricarica".

Con Stellantis condizioni peggiorate

"Cento delegati da tutta Italia partono per essere a Parigi a chiedere un confronto a Stellantis, proprio in quel 2 giugno che è la festa di una Repubblica fondata sul lavoro - aggiunge Michele De Palma, segretario generale Fiom Cgil - Ma con la nascita di Stellantis le condizioni di lavoro, soprattutto a Mirafiori, non sono migliorate. Dobbiamo arrivare ad almeno un milione di vetture prodotte, mentre ora siamo a 500mila, poi serve produrre auto ecologiche alla portata del cittadino medio e con un cambio generazionale che faccia uscire i più anziani dalle linee di produzione".

"Torino ha fame di lavoro, non di lavoro povero, ma di sicurezza e salari. Solo così si costruisce il futuro. E bisogna dare risposte soprattutto alle donne, che sono le categorie più fragili", dice Gabriella Semeraro, segretaria Cgil Torino.

 

Lo Russo: "Torino non deve essere un problema, ma un'opportunità"

In maniche di camicia, tra gli operai è sceso da Palazzo civico anche il sindaco, Stefano Lo Russo: "La città da tempo ha un'interlocuzione con Stellantis su Mirafiori, un sito produttivo da 3 milioni di metri quadri e che dopo aver occupato 120mila lavoratori negli anni Settanta ha poi attraversato un periodo di crisi. Stagioni difficili, ma ora mi pare di vedere una svolta positiva per la città e per i lavoratori: nuove relazioni con l'azienda, pur nel rispetto dei ruoli, mentre Torino non ha più un ruolo egemone nella produzione di auto e nemmeno il resto d'italia. Siamo di fronte a un gruppo ormai internazionale, ma come sindaco cerco di essere facilitatore di processi che possano portare risultati positivi. C'è una sovrabbondanza di spazi nella zona Sud, mentre a Nord Iveco ha una produzione che sta tornando a crescere. Ma stanno cambiando anche i cicli di produzione: ecco perché cerchiamo di accompagnare l'evoluzione e la transizione verso l'elettrico, facendo capire che Torino può rappresentare non un problema ma un'opportunità, anche grazie alla presenza di un indotto molto forte".

 

Serve una regia nazionale e coinvolgere di più anche il nostro Governo

"Appoggiamo politicamente la transizione ecologica verso la mobilità elettrica, sapendo che porta delle criticità anche nei confronti dei lavoratori - ha aggiunto Lo Russo -. E lo facciamo insieme alla Regione per portare avanti obiettivi condivisi, di fronte a un player che ha obiettivi e segue logiche globali. Ecco perché serve una regia di Governo, perché serve una visione più ampia e perché nel capitale della parte francese del Gruppo c'è anche l'esecutivo transalpino. Bisogna tirare dentro in maniera più decisa il nostro governo. Se dentro c'è un governo che non è il mio, è chiaro che può essere un problema, perchè non si gioca ad armi pari. Ma non sono pessimista non ho motivi o elementi per pensare retromarce di Stellantis sugli impegni presi a Torino. Nonostante le difficoltà riscontro che c'è la consapevolezza di Stellantis che qui ci sono interlocutori credibili che provano a fare del loro nei limiti che possono fare".

Massimiliano Sciullo

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