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Attualità | 19 giugno 2023, 19:34

I rorenghi partecipano ad una sfida internazionale nella costruzione dei muretti a secco

La squadra dei ‘Brusapère’ composta a Rinaldo Tourn, Emilio Rivoira e Valdo Morel, domenica 18, ha gareggiato con concorrenti arrivati da tutta Italia, dall’Austria e dalla Corea del Sud

La squadra dei ‘Brusapère’ di Rorà

La squadra dei ‘Brusapère’ di Rorà

Non hanno vinto ma tornano a Rorà soddisfatti per aver incontrato costruttori di muretti a secco che arrivavano da lontano. La squadra rorenga dei Brusapère, ieri, domenica 18 giugno, ha partecipato al concorso internazionale sul paesaggio terrazzato di Terragnolo, piccolo Comune della provincia di Trento, organizzato in occasione del festival ‘Sasso e non solo’. Rinaldo Tourn, Emilio Rivoira e Valdo Morel, hanno sfidato concorrenti liguri, toscani, valdostani, austriaci e sudcoreani.

“Chi lo sapeva che anche in Corea del Sud ci fosse la tradizione della costruzione dei muretti a secco? Ero curioso di incontrare quella squadra - afferma Tourn -. La gara è stata una bella occasione per conoscere tanta gente con la stessa passione e per lavorare con un tipo di pietra calcarea a cui non ero abituato”.

Ogni squadra è stata impegnata tutto il giorno nella costruzione dei muretti che dovevano avere particolari caratteristiche: un’altezza di un metro e cinquanta, una lunghezza di due metri e uno spessore di settanta centimetri. “Mentre lavoravamo la giuria passava a controllare il nostro operato, valutando diversi parametri come la solidità, l’inclinazione e l’estetica” spiega Tourn. Al termine della gara il muretto migliore è risultato quello della Toscana.

Ex infermiere ora in pensione, Tourn è considerato un esperto nella tecnica di disporre i blocchi di pietra per dare vita a una struttura solida senza l’utilizzo di leganti o malte. “Ho sempre vissuto in mezzo alla pietra, fino a quando non mi sono spostato in Svizzera per lavoro. Per me la costruzione dei muretti a secco è rimasta un istinto: quando vedo un terreno che ha bisogno di sostegno sono spinto a intervenire”. Anche i suoi compagni di squadra, Rivoira e Morel, hanno la pietra nel sangue, ma mentre il primo è scalpellino, il secondo fa l’apicoltore. “A prescindere dal lavoro che svolgiamo, la pietra fa parte del vissuto di noi abitanti Rorà” afferma Anna Pecoraro, della Società di Studi Rorenghi che ha promosso la partecipazione dei ‘Brusapère’ al concorso. “Li abbiamo candidati e sono stati accettati in virtù dell’importanza internazionale della Pietra di Luserna e per il lavoro svolto finora a Rorà per promuovere la pietra come nostro patrimonio storico” rivela Pecoraro. La partecipazione al concorso è stata accolta con favore dal sindaco di Rorà, Claudia Bertinat: “È un’onore per la comunità avere avuto una rappresentanza in questo evento, è un momento di visibilità ma anche di approfondimento sulle tecniche lavorative”.

Proprio riguardo alle tecniche lavorative Tourn è ottimista rispetto al futuro: “La costruzione a secco dei muretti non è solo una tradizione ma è il futuro, in quanto tecnica più ecologica e rispettosa del paesaggio. Poteva essere trascurata negli anni Settanta e Ottanta, quando si sacrificava l’estetica pur di costruire in modo rapido. Ma ora non è più così”.

Elisa Rollino

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