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Economia e lavoro | 02 dicembre 2023, 11:00

Il mattone non è più un bene rifugio: A Torino calano le compravendite di case

I dati dell'Osservatorio sul Mercato Immobiliare di Nomisma evidenziano un -9% nella seconda parte del 2023

immobiliare - foto d'archivio

Il mattone non è più un bene rifugio: A Torino calano le compravendite di case

Nel secondo semestre dell’anno il mercato residenziale della compravendita a Torino ha cominciato ad evidenziare segnali di rallentamento, in linea con quanto accade a livello nazionale ormai da un anno a questa parte. Il ripiegamento è riconducibile prevalentemente al calo dei prezzi, nonché alla flessione dell’attività transattiva e dell’intensità della domanda. È quanto emerge dai dati dell'Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2023 di Nomisma.

- 9% nella seconda parte del 2023

In particolare, nel secondo semestre del 2023 nel mercato residenziale torinese la variazione del numero di transazioni, come evidenziano i dati dell’Agenzia delle Entrate, torna ad essere negativa (-9%) dopo due anni di notevole espansione delle compravendite. Secondo l’opinione del 90% degli operatori locali intervistati da Nomisma, la motivazione risiede prevalentemente nell’elevato costo dei mutui.

In calo anche i mutui

La quota di operazioni di acquisto assistita da finanziamento passa in un semestre dal 75% al 66%. Sul fronte dei valori l’istituto di ricerca rileva un calo dei prezzi rispetto al precedente semestre, sia in corrispondenza delle abitazioni in ottimo stato (-0,3%) che relativamente al residenziale usato (-0,5%).

'Tengono' le zone di pregio

Non subiscono arretramenti le zone di pregio cittadine, che per il comparto delle abitazioni nuove raggiungono addirittura punte del +1,5% semestrale. Segnali di stagnazione arrivano anche dai tempi medi di vendita e dal divario tra prezzo richiesto ed effettivo, che per le abitazioni usate da tre semestri a questa parte si attestano, rispettivamente, a 4,5 mesi e all’11%. Le difficoltà di accesso al mercato della compravendita hanno determinato il trasferimento di larga parte della domanda dal mercato dell’acquisto a quello dell’affitto.

Locazioni il 54% delle domanda

La componente destinata alla locazione continua a crescere arrivando a rappresentare circa il 54% della domanda. L’aumento di interesse per il mercato locativo ha avuto effetti sulla dinamica dei canoni, che in questa seconda parte dell’anno sono cresciuti mediamente del 3%, dato notevolmente superiore alla media dei grandi mercati. Confermano il quadro favorevole anche i tempi di locazione, che scendono rispetto a sei mesi fa da 1,8 a 1,4 mesi per le abitazioni in ottimo stato e da 2 a 1,6 mesi per quelle usate.

Calo proseguirà anche nel 2024

La scelta dell’acquisto di un’abitazione con finalità di investimento e messa a reddito diventa allettante anche in ragione dei rendimenti potenziali lordi, che nel capoluogo piemontese salgono al 5,6%. La maggior parte degli agenti immobiliari torinesi prevede un calo delle compravendite già a consuntivo di quest’anno, che proseguirà anche nel 2024. Per quanto riguarda i prezzi, ci si attende invece una sostanziale stabilità.

Decisamente più ottimistiche risultano le previsioni per il comparto locativo, per il quale ci si attende un considerevole aumento del numero di affitti e un discreto innalzamento dei valori.

redazione

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