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Eventi | 13 febbraio 2024, 08:09

13 febbraio 1983: 41 anni dopo, Torino piange ancora sulle ferite del cinema Statuto

La tragedia costò la vita a 64 persone e impose la svolta sulle misure di sicurezza anti incendio all'interno dei locali pubblici

I soccorsi al Cinema Statuto

Il dramma dello Statuto si verificò il 13 febbraio del 1983 in via Cibrario

Una lunga fila di 64 corpi distesi sul marciapiede del quartiere San Donato e coperti da un telo. Lo sgomento. L'incredulità. La gente che osserva senza parlare. Sono passati 41 anni, ma la ferita ancora non si rimargina. E il dolore continua a pulsare con forza nella testa e nella memoria delle persone che - improvvisamente - hanno visto delinearsi davanti a loro una di quelle pagine che segnano la storia di un Paese, non solo di una città, ma che per solcare un confine tra il "prima" e il "dopo" esigono un tributo di sangue e di sofferenza inimmaginabile.

La proiezione de "La Capra"

Era il 13 febbraio 1983 quando Torino divenne suo malgrado la cornice di una tragedia epocale: quella che passerà alla storia come la strage del Cinema Statuto. Era una domenica sera come tante e, in cartellone, era prevista la proiezione de "La Capra", pellicola che suo malgrado porterà su di sé lo stigma del dramma di cui non poté che essere semplice testimone.

A un certo punto, però, all'interno del cinema (che si trovava in via Cibrario, quartiere San Donato) si sviluppò un incendio. Tutto brucia in un attimo, soprattutto le poltrone che emettono gas velenosi con la loro combustione, mentre la gente si accalca verso le uscite di sicurezza, che però sono chiude. Sono in trappola, la sala proiezione si trasforma in una camera a gas.

Un bilancio terribile

Una pellicola in seconda visione, la neve fuori in strada. All'interno del cinema ci sono un centinaio di persone, mentre avrebbe potuto contenerne oltre mille. Il bilancio finale fu di 64 vittime,, 31 uomini e 31 donne, più due bambini, la vittima più giovane aveva 7 anni. Il più anziano ne aveva 55. 
I funerali si tennero due giorni dopo, in Duomo, alla presenza dell'allora presidente della Repubblica, Sandro Pertini e del sindaco di Torino, Diego Novelli. 

Regole da riscrivere

Un dramma che lasciò dietro di sé un'eredità che a suo modo fece storia: da questo episodio, infatti, arrivò l'impulso a riscrivere - in maniera decisamente più severa e restrittiva - il corpo di nome che diede vita al Codice della prevenzione incendi. Per tutta la città, però, quello del Cinema Statuto resta un dolore sordo, senza fine, che resta nella mente di tutti.

Massimiliano Sciullo

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