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Economia e lavoro | 21 maggio 2024, 15:40

Sindacati contro la nuova legge regionale sull'edilizia pubblica: "Norma inutile e discriminatoria"

Contestati anche il governatore Cirio e l'assessore Marrone: "I 500mila euro stanziati per i conguagli non basteranno"

I sindacati contro la nuova legge regionale sull'edilizia pubblica

I sindacati contro la nuova legge regionale sull'edilizia pubblica

I sindacati degli inquilini Sunia, Sicet, Uniat, insieme ai gruppi Cisl, Cgil e Uil, si sono schierati contro la nuova legge regionale sull'edilizia pubblica, approvata lo scorso 27 febbraio.

Il nuovo provvedimento intende favorire, nei punteggi, chi ha la residenza da almeno 15 anni in Piemonte, ma anche i genitori soli con figli a carico. L'assegnatario inoltre non potrà più possedere beni mobili come auto, caravan di lusso o moto di grossa cilindrata, e i richiedenti casa dovranno presentare un rapporto di lavoro in essere.

I sindacati, prima dell'entrata in vigore della nuova legge, avevano presentato un elenco di modifiche alla norma, ma nessuna delle proposte avanzate è stata accettata dalla giunta regionale. Tra le richieste più significative la proposta di eliminare la possibilità di vendere alloggi, uno stanziamento annuale per aumentare la dotazione di alloggi pubblici, e per poter gestire il fondo morosità incolpevole, la richiesta di una legge più inclusiva abbassando i requisiti della residenza, in ambito territoriale, dagli attuali 5 anni a 2.

"Siamo convinti che questa sia una legge discriminatoria oltre che inutile, non migliora le condizioni dei cittadini ma anzi li punisce. In molti stabili gli impianti continuano a essere malfunzionanti, ci sono davvero realtà insostenibili - ha dichiarato il segretario di Cisl Torino Paolo Ferrero -. Avevamo chiesto delle modifiche che non sono state prese in esame, ma che avrebbero reso più trasparenti le problematiche, soprattutto avrebbero facilitato la vita di molte persone che non sanno più come tenersi stretta una casa". 

"In tutti gli incontri e in tutte le nostre manifestazioni abbiamo chiesto che la regione stanziasse delle risorse per le politiche della casa. L'idea della proprietà sta cambiando, ormai è sempre più difficile comprare una casa, sarebbe quindi necessario stanziare almeno lo 0,5% del bilancio regionale per politiche per la casa - spiega il Segretario regionale di Sunia e Cgil Davide Masera -. Anche nel territorio piemontese, le richieste di abitazioni sono aumentate più delle famiglie, ma l'offerta edilizia non è riuscita a coprire la domanda. Bisognerebbe inoltre tentare di fare un mix sociale tra i cittadini, evitando di creare quartieri ghetto".

Ma l'attacco dei sindacati si espande a tutta la giunta regionale, in particolare al Governatore della regione Alberto Cirio e all'assessore per le Politiche sociali Maurizio Marrone, accusati di aver recato false rassicurazioni ai condomini delle case ATC, riguardo lo stanziamento dei fondi per coprire i conguagli dei residenti, alcuni dei quali risalgono addirittura al 2020. 

"Questa legge è pura propaganda che non risolve il problema. Cirio e Marrone recentemente sono andati nei quartieri popolari, per dire che loro hanno messo in legge dei finanziamenti per i conguagli sbagliati, ma questa è una bugia - ha commentato il Segretario regionale di Sicet Giovanni Baratta -. Se si fanno due conti, i 500mila euro stanziati non servono assolutamente a nulla, se non che a dare piccole mance, ma non copriranno tutte le spese. Noi siamo convinti che si debba cambiare questa legge sbagliata".

"Prima di Torino ci siamo mossi a Cuneo, Novara e Alessandria. Sono più di 20 anni che non esiste un piano casa per operare con una programmazione a medio e lungo termine, inoltre sono stati azzerati alcuni fondi che garantivano maggiore assistenza alle famiglie bisognose.- ha dichiarato il segretario regionale di Uniat e Uil Domenico Paoli - Questa legge arriva in una regione che vede il 50% di case private, quindi un territorio che più di altri ha bisogno di avere affitti in locazione. Molte famiglie ricorrono alle domande per le case popolari, circa 7mila domande su 12mila sono state accolte e sono tutt'ora in attesa, creando così tempi di attesa troppo lunghi".

I sindacati non intendono mollare la presa, in programma, dopo le conferenze stampa a Cuneo, Novara, Alessandria e Torino, ci saranno altri appuntamenti e manifestazioni contro la nuova norma edilizia. "Speriamo che dopo le elezioni, nel caso in cui cambiasse l'assessorato, si possano riaprire i tavoli e che vengano accolte le nostre proposte di modifica oggi ignorate, è davvero importante modificare questa norma", concludono infine i sindacalisti.

Marco D'Agostino

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