A Basse Lingotto la pazienza sembra essere finita. Nei giorni scorsi, davanti ai cancelli chiusi dei giardini di via Monastir, è comparso un cartello di protesta affisso da alcuni residenti. A lettere rosse, la scritta è chiara e accusatoria: “Da due anni il giardino del quartiere resta chiuso, negando la fruibilità a bambini e famiglie. Funzionari e dirigenti della Circoscrizione siete vergognosi”.
La protesta silenziosa
Un gesto simbolico che fotografa bene il malcontento delle famiglie, da troppo tempo private di uno dei pochi spazi verdi di riferimento. Il giardino di via Monastir, chiuso con lucchetto e catenaccio dall’ottobre 2023, era stato interdetto per atti vandalici che avevano compromesso arredi, giochi e sicurezza dell’area. Da allora, nonostante qualche intervento sporadico di sfalcio dell’erba, lo scenario è rimasto desolante: alberi spezzati, residui di oggetti abbandonati e degrado diffuso.
Poche speranze?
Già lo scorso anno il capogruppo di “Noi progettiamo per la 2”, Davide Schirru, aveva sollevato la questione in Circoscrizione 2, sottolineando come la chiusura rappresentasse una grave criticità per un quartiere con pochi servizi. La risposta dell’assessore al Verde pubblico di Palazzo Civico, Francesco Tresso, non aveva lasciato spazio all’ottimismo: mancano i fondi per nuovi interventi sia da parte della Circoscrizione sia del Comune di Torino. Una situazione di stallo che, col passare del tempo, si è trasformata in rabbia.
La voce dei residenti
“Due anni sono troppi - spiegano i cittadini -. Non è possibile che famiglie e bambini non possano usufruire di un giardino che appartiene al quartiere. Se il Comune non ha risorse, almeno si trovi una soluzione temporanea: ma i cancelli non possono restare chiusi per sempre”. La protesta con il cartello, seppur simbolica, rilancia il dibattito: quale futuro per il giardino di via Monastir?.