Dal 7 dicembre al 4 gennaio la SALAMeria di Pinerolo ha distribuito prodotti pro Palestina, prevalentemente di artigianato, raccolti da gruppi spontanei e associazioni. Il successo dell’iniziativa è andato oltre le aspettative dei promotori e permetterà anche di finanziare l’apertura di una scuola.
L’obiettivo
“L’interesse era quello di mantenere viva l’attenzione sulla situazione in Palestina e cercare nel nostro negozio temporaneo di raccogliere denaro da inviare là tramite delle associazioni che ci avevano dato i prodotti. È andata inaspettatamente bene – spiega Marco Ramotti, referente ‘Cip – Cinema Inclusione e Partecipazione’, tra le associazioni promotrici pinerolesi del progetto, insieme a Bds, Legambiente e Arci –. A una settimana dall’apertura abbiamo cercato e richiesto altri articoli da vendere e abbiamo chiuso il 4 gennaio, con qualche giorno di anticipo, perché oramai non avevamo quasi più nulla”.
Boom di incassi e volontari
Una partecipazione di visitatori e un coinvolgimento di volontari che ha portato a un incasso totale di 14.039 euro. “Noi pensavamo di riuscire giusto a coprire le spese e inviare i dovuti soldi alle associazioni, invece abbiamo raccolto molto di più. In negozio c’era sempre gente. Non ci sono stati prodotti che non hanno suscitato interesse, ma i maggiormente venduti sono stati quelli dell’associazione ‘Il legno è d’ulivo’ di Alessandria, anche perché ce ne hanno dati molti. Erano delle statuette in legno, che riproducono soprattutto presepi o figure ispirate alla natività”.
Il gruppo che si è dedicato al progetto è anche cresciuto. Dai 4 rappresentanti delle associazioni promotrici, alla fine 82 persone hanno partecipato all’organizzazione e alla gestione delle aperture del negozio.
Gli eventi
Sono stati proposti anche degli eventi, soprattutto musicali: “Il negozio era molto piccolo e lo spazio di fronte, sotto i portici del centro storico, freddo, ma c’è stata una buona partecipazione anche qui”. Il 27 dicembre la musicista Laura Vattano ha portato un piccolo concerto, con l’esecuzione del brano dal titolo ‘Le 33 battute per Gaza’: “È un brano musicale molto forte: inizia con un basso continuo del violoncello che simula il rumore dei droni. Ahmed Muin Abu Amsha, palestinese che l’ha composto, è partito proprio dal rumore dei droni che volano su Gaza”.
Il sostegno a Rifqa
Una parte dell’incasso è stata devoluta alle associazioni che hanno fornito i prodotti, ma resta una porzione di donazioni derivanti da prodotti come libri, felpe, gadget o oggetti realizzati manualmente in legno e dipinti, a cura di Cip e Bds: “L’incasso residuo che rimane a Cip verrà devoluto a più progetti. Il primo l’abbiamo già individuato: è Rifqa”, indica Ramotti, riferendosi all’organizzazione di volontariato che, oltre a fornire aiuti umanitari essenziali alla popolazione della Striscia di Gaza, offre istruzione e ha intenzione di aprire un’altra scuola riconosciuta e accreditata dal ministero dell’istruzione palestinese: “Su questo programma in particolare sono arrivate delle donazioni dirette anche durante l’apertura del negozio. Nei prossimi giorni ci troveremo anche con le altre associazioni, Bds, Legambiente, Arci per decidere a quali altri progetti in corso in Palestina far avere i restanti soldi”.
Il futuro
Il successo dell’iniziativa ha portato alla proposta da parte dei volontari di tenere la SALAMeria sempre aperta. Il principale problema al momento è di natura contrattuale: “Il massimo che si può richiedere per l’apertura per un negozio temporaneo è 30 giorni. L’entusiasmo per riproporre il progetto però c’è, in un’altra occasione, magari con idee simili oppure in un’altra veste e su temi diversi”, conclude Ramotti.














