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Scuola e formazione | 19 gennaio 2026, 15:05

UniTo ospita per la prima volta la Società Italiana di Pedagogia

Attesi a Torino oltre 400 studiosi per riflettere sul ruolo degli Atenei nel contesto contemporaneo

Foto d'archivio

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L’Università di Torino ospiterà per la prima volta, nei giorni 22, 23 e 24 gennaio, la Società Italiana di Pedagogia (SIPED) in occasione del convegno nazionale dal titolo “L’Università del futuro, il futuro dell’Università. Verso un ecosistema dell’apprendimento per la promozione di una cultura della pace, della non violenza e del dialogo”. Un appuntamento di grande rilievo scientifico e culturale che porterà negli spazi di UniTo oltre 400 studiose e studiosi provenienti da tutta Italia.

L’evento intende offrire uno spazio di riflessione critica e progettuale sul ruolo dell’università nel contesto contemporaneo, attraversato da profonde trasformazioni sociali, culturali, economiche e geopolitiche. In Italia come a livello internazionale, l’istituzione universitaria appare segnata da istanze contrastanti che la pedagogia consente di leggere in modo particolarmente significativo: da un lato la difesa dei recinti disciplinari, improntata al conformismo e alla tradizione; dall’altro l’aspirazione a una interdisciplinarità capace di affrontare la complessità dei problemi contemporanei.

Il dibattito si colloca inoltre tra una visione funzionalistica dell’università, orientata a risultati immediatamente spendibili, e la necessità di valorizzare la ricerca di base e la formazione delle nuove generazioni; tra la riproduzione di ordini preesistenti e la progettazione di futuri possibili fondati su flessibilità e apertura creativa; tra una logica competitiva che incentiva le individualità e una prospettiva costruttiva e solidale, attenta alle responsabilità collettive.

Entro questi scenari, l’università è chiamata a esercitare un ruolo centrale attraverso la ricerca e la didattica, assumendo con competenza e impegno la propria responsabilità nei processi di cambiamento sociale e culturale. Si tratta di uno spazio che consente all’università, come sistema, e alle ricercatrici e ai ricercatori, come agenti di cambiamento e costruttori di conoscenza, di elaborare visioni, progettare azioni e apprendere in una logica di presa in carico di ciò che accade dentro, intorno e fuori dai luoghi dell’accademia.

In questa prospettiva, l’autonomia universitaria non si configura più soltanto come diritto all’autodeterminazione istituzionale, ma come motore di trasformazione sociale, promotrice di equità educativa e autentico laboratorio di democrazia. L’università non può essere considerata uno spazio neutro e decontestualizzato: è, al contrario, un luogo di senso, cura e progettualità, in cui le persone si formano come cittadine e cittadini e come professioniste e professionisti.

Il convegno pone al centro l’urgenza di abilitare tutte e tutti a pensare criticamente, ad agire in modo responsabile e collettivo, orientando le proprie scelte verso modelli di equità e sostenibilità integrale – sociale, culturale e ambientale. In questo quadro, l’università è chiamata a riscoprire e rilanciare la propria funzione pubblica, alimentando ecosistemi di apprendimento generativi, collaborativi e orientati alle persone e alle comunità.

comunicato stampa

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