Si è svolta oggi, giovedì 12 febbraio, presso l’Aula Magna della Cavallerizza Reale, la Conferenza Zero Edilizia dell’Università di Torino, un momento di confronto e condivisione dedicato alla comunità accademica sulle politiche di gestione, sviluppo e valorizzazione del patrimonio edilizio dell’Ateneo. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire una fotografia chiara e trasparente dello stato del patrimonio immobiliare e delle linee di sviluppo future.
L’Università di Torino governa un patrimonio articolato in oltre 120 edifici per più di 400.000 metri quadrati distribuiti sul territorio: rappresenta una leva strategica per garantire qualità degli ambienti di studio e lavoro, sicurezza, sostenibilità e adeguatezza funzionale.
Il programma edilizio complessivo dell’Ateneo – esclusi i piani di manutenzione straordinaria diffusa e gli Accordi Quadro di manutenzione ordinaria – ammonta a 464.289.341 euro: 199,3 milioni di euro per Polo Scientifico di Grugliasco; 158,5 milioni per il programma “Reinventing UniTO” (D.M. 1274/2021), 50,2 milioni di euro per interventi superiori al milione di euro e 21,3 milioni di euro per interventi inferiori al milione di euro, per un totale di 91 interventi edilizi.
Reinventing UniTO
Il programma di riqualificazione “Reinventing UniTO” interessa circa il 40% degli edifici universitari, con interventi finalizzati a modernizzazione, sicurezza, efficienza energetica e creazione di nuovi spazi per didattica, ricerca e biblioteche. Tra gli interventi di maggiore rilievo il restauro e recupero funzionale del “Cortile delle Guardie”della Cavallerizza Reale – € 15 milioni; il rifacimento edilizio e impiantistico di Palazzo Nuovo – € 15 milioni; il recupero e restauro conservativo dell’immobile “Fisica Vecchio” – € 14,5 milioni; la ristrutturazione e restauro dell’immobile Ex IRVE – € 13,1 milioni; il rifacimento della copertura con recupero del sottotetto, restauro delle facciate e la rifunzionalizzazione e ridistribuzione degli spazi interni dell’immobile di C.so Raffaello 30 – € 17,4 milioni; il rifacimento della copertura con recupero del sottotetto e restauro delle facciate dell’edificio di C.so Massimo D’Azeglio 52 – € 12,4 milioni, il recupero e restauro conservativo dell’intero edificio, tetto, facciate e parti auliche e la riconversione degli spazi in aule e uffici degli immobili di Via Giuria 5,7,9,11 – € 4,8 milioni; riqualificazione e adeguamento normativo dell’immobile “Fisica Nuovo” – € 6,4 milioni e gli interventi di recupero, rifunzionalizzazione, restauro, adeguamento antincendio ed efficientamento energetico di Palazzo Campana – € 4,8 milioni.
Area Umanistica e Palazzo Nuovo
L’area umanistica dell’Ateneo, collocata nel centro cittadino, si configura come un campus diffuso: edifici diversi, ma un’unica comunità di studio e ricerca in dialogo costante con Torino. Palazzo Nuovo rappresenta il fulcro del piano di rilancio dell’area umanistica con un investimento complessivo di 20.726.000 euro. Dopo gli anni segnati dalla gestione dell’emergenza amianto (2015-2017), l’edificio entra in una nuova fase di interventi strutturali.Gli interventi prevedono la totale riqualificazione delle tre Grandi Aule di Palazzo Nuovo, nuovi spazi per attività studentesche, nuove aule per seminari, aule informatiche, revisione degli spazi dipartimentali, riorganizzazione del polo bibliotecario e un nuovo accesso alla Biblioteca Tabacco.
Tra i progetti di maggiore rilievo, il recupero della Cavallerizza Reale rappresenta un intervento strategico per l’intero centro cittadino. Il progetto coinvolge numerosi attori pubblici e privati e darà vita al Polo delle Arti, che comprenderà spazi per l’Accademia Albertina di Belle Arti e per il Conservatorio, aree per l’offerta didattica universitaria, laboratori di progettualità sociale dedicati a bambini e ragazzi, residenze temporanee e co-working, Teatro, galleria espositiva e salone delle guardie e la valorizzazione dei Giardini Reali alti. Inoltre laboratori innovativi per la didattica e la ricerca in ambiente digitale e nelle diverse dimensioni della performance e del gaming, luoghi per attività di trasferimento verso le imprese in ambito culturale e creativo.
L’obiettivo è restituire alla città uno spazio condiviso, aperto e multifunzionale, in cui università, cultura e società civile si incontrano.
Il piano di investimenti riguarda anche la valorizzazione degli archivi come patrimonio da riscoprire e rendere accessibile, trasformando una criticità logistica in opportunità culturale. La Manifattura Tabacchi viene indicata come una sfida strategica, capace di coniugare recupero, innovazione e nuove funzioni.
Polo Scientifico di Grugliasco
Il Polo Scientifico di Grugliasco – Città delle Scienze è in stato molto avanzato di costruzione per iniziare in autunno il trasferimento delle prime attività. Rappresenta uno dei principali investimenti infrastrutturali dell’Ateneo e ospiterà i Dipartimenti di Chimica, Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi, per un totale di 228.600 mq, di cui 22.000 mqdestinati alla didattica, 47.500 mq alla ricerca, 7.300 mq per attività sportive 7.200 mq per luoghi di socialità e 40.000 mq di parco urbano.
Area Medica e Parco della Salute
Nell’ambito della dorsale medica, il Polo di Ricerca di Biotecnologie e Medicina Traslazionale – Ex Scalo Vallino (Via Nizza 40) rappresenta un investimento complessivo di oltre 106 milioni di euro, con 33.000 mq distribuiti su 5 piani, 700 ricercatori, 137 laboratori e 19 sale meeting. Costituisce un polo della ricerca traslazionale avanzata, inserito all’interno della dorsale della ricerca medica, biotecnologica e biomedica che concettualmente si sviluppa dalla sede del Rettorato fino, da una parte, al futuro Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione, e, dall’altra, all’area delle ex-arcate MOI. Il Parco della Salute ospiterà la ricerca clinica, mentre nell’area ex-arcate MOI si concretizzerà l’hub health&tech, fondato sulla sinergia di ricerca in ambito di automazione, digitale e robotica tra la Scuola di Medicina dell’Università di Torino e il Politecnico
Il progetto del Parco della Salute prevede inoltre, nel Lotto 1, aree di specifico interesse UniTo dedicate a formazione (5.000 mq) e ricerca (10.000 mq), mentre il Lotto 2 include un’area universitaria di circa 31.000 mq.
Manutenzione, sostenibilità e qualità degli spazi
Accanto ai grandi interventi, un ruolo centrale è attribuito alla manutenzione ordinaria e straordinaria, con una stima annua dei costi per la manutenzione ordinaria superiore a 10 milioni di euro e specifici piani di investimento per sicurezza, accessibilità, vulnerabilità sismica, efficientamento impiantistico e ammodernamento degli spazi didattici. La strategia edilizia si integra con le politiche di sostenibilità dell’Ateneo, che comprendono azioni per l’efficienza energetica, la riduzione delle emissioni, il Green Public Procurement, la mobilità sostenibile e il miglioramento della gestione dei rifiuti.
La Conferenza Zero segna l’avvio di un percorso strutturato di aggiornamento e monitoraggio, con tavoli di lavoro tematici e territoriali, approvazione degli interventi da parte degli Organi accademici e comunicazione periodica degli stati di avanzamento. Un impegno che intende coniugare programmazione, qualità architettonica, sostenibilità ambientale e responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche, rafforzando il ruolo dell’Università di Torino come infrastruttura culturale e scientifica al servizio della città e del territorio.
«La Conferenza Zero sull’Edilizia - dichiara Cristina Prandi, Rettrice dell’Università di Torino - nasce con l’obiettivo di condividere in modo trasparente l’assetto del patrimonio edilizio dell’Università di Torino. Gli spazi universitari non sono semplici contenitori, ma infrastrutture che incidono direttamente sulla qualità della didattica, della ricerca, del lavoro e della vita accademica. Con questa Conferenza intendiamo offrire una fotografia dell’Università di oggi e di ciò che essa governa: un sistema ampio, complesso e articolato, che rappresenta la base concreta da cui partire per ogni riflessione e scelta successiva.»
«Questa Conferenza Zero – aggiunge Anna Maria Ferrero, Vicerettrice all’Edilizia dell’Ateneo - nasce dalla consapevolezza che il tema dell’edilizia universitaria richiede un approccio programmato, continuo e condiviso. Il Programma Edilizio di Ateneo è lo strumento attraverso cui traduciamo gli indirizzi politici in interventi concreti, tenendo insieme sostenibilità, qualità degli spazi, sicurezza e funzionalità. L’obiettivo è costruire una visione di medio-lungo periodo capace di accompagnare le trasformazioni dell’Ateneo, valorizzando il patrimonio esistente e orientando le scelte future».














