Lo scalo di Torino Orbassano diventa il fulcro di una gestione unitaria tra FS Logistix e SITO per intercettare i flussi merci europei. Con la firma di due protocolli d'intesa, i due player logistici hanno avviato un piano di integrazione che trasforma l'interporto torinese in un hub intermodale di riferimento per il quadrante nord-occidentale, anticipando l'assetto che lo scalo assumerà con il completamento delle nuove infrastrutture internazionali.
Una regia unica con l'intenzione di centralizzare il coordinamento per specializzare i quattro terminal, così da eliminare le sovrapposizioni, generare efficienza e contenere i costi necessari all'espansione sui mercati. La strategia prevede l'integrazione di strumenti come la logistica semplificata e le ZES per garantire tempi di distribuzione rapidi verso tutta Europa.
Due pilastri per la catena del trasporto
L'operazione si sviluppa su due pilastri tecnici. Il primo accordo, siglato da FS Logistix, Interporto di Torino e Sito Logistica, è finalizzato alla creazione di servizi "end-to-end" e "terminal-to-terminal" per offrire alle imprese soluzioni che coprano l'intera catena del trasporto, integrando lo scalo ferroviario direttamente con i servizi terminalistici. Il secondo protocollo, che coinvolge Terminali Italia, stabilisce invece il percorso per giungere a un Contratto di Rete: uno strumento giuridico necessario per coordinare la gestione dei terminal e ottimizzare gli spazi operativi, aumentando la capacità di attrazione dello scalo verso i grandi operatori della supply chain.
Un ecosistema da 3 milioni di metri quadrati
Grazie a questi accordi, "Torino Orbassano si conferma gateway logistico strategico a supporto del tessuto industriale del territorio”, ha dichiarato Sabrina De Filippis, AD di FS Logistix. “Un hub dove ferrovia, strada e logistica integrata convergono e che beneficia dell’accesso diretto ai corridoi nazionali ed europei della rete TEN‑T, rafforzando i collegamenti verso l’Europa e la capacità delle filiere locali di competere sui mercati. Essere qui significa offrire alle imprese un accesso rapido, competitivo e integrato ai principali mercati del continente. La strategicità di Orbassano non è solo una questione di geografia o infrastrutture, ma di ecosistema industriale”.
Tutto su un'area interportuale di 3 milioni di metri quadrati che ospita 80 operatori insediati e oltre 3.000 lavoratori. Sul piano del traffico, FS Logistix presidia già la regione con volumi consistenti, movimentando oltre 13 milioni di tonnellate di merci l'anno. I 22.000 treni commerciali operati dalla società rappresentano, da soli, più del 40% del traffico ferroviario totale del Nord-Ovest.
L’integrazione punta ad accelerare lo "shift modale", ovvero il trasferimento del trasporto merci dalla gomma alla rotaia, per incrementare l'efficienza logistica del sistema produttivo piemontese. Alla firma presenti esponenti dell'imprenditoria da Calme Group, Acqua Eva e Confindustria Piemonte per allineare l'offerta dei nuovi servizi alle necessità logistiche delle imprese locali.
“FS Logistix e Sito uniscono le forze per offrire la migliore offerta di servizi intermodali con una proiezione al 2033, data di completamento delle nuove e più moderne infrastrutture trasportistiche del Nord Ovest", sostiene Enzo Pompilio D’Alicandro, Vice Presidente SITO e AD Sito Logistica.
Verso il modello Padova: l'apertura ai privati
“L’accordo firmato oggi attiva, fin da subito, la collaborazione tra i terminal presenti nell’area di Torino trasformandoli in un hub intermodale competitivo a livello nazionale ed europeo, dotato complessivamente di 12 binari operativi, più di 275.000 mq di piazzali e circa 10.000 di magazzini con binari interni, più di 50 addetti diretti, che utilizzano le più avanzate attrezzature e veicoli di carico”. E intanto arriverà, entro un mese, la conferma di una possibile fetta privata più cospicua sullo snodo di Sito. Un'operazione sul modello dell'interporto di Padova.
L'interesse c'è ed è stato in qualche modo svelato dall'intervento dell'assessore regionale al Bilancio, Andrea Tronzano, intervenuto oggi. Il tutto rientrerebbe nell'ottica di riassetto delle partecipate pubbliche. Attualmente la "parte" privata è rappresentata dalla quota di Socrotas Spa.


















