Autonomia differenziata: l’assessore con delega all’Autonomia, Enrico Bussalino, ha informato la Settima Commissione, presieduta da Andrea Cerutti, sulla procedura in corso: in particolare, sui prossimi passaggi dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri degli schemi di intesa preliminare tra il Governo e le Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto e Liguria. L’obiettivo è l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in materia di protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa (materie che non rientrano nei Livelli essenziali di prestazione-LEP) e tutela della salute – coordinamento della finanza pubblica (materia LEP).
“L’approvazione dello schema di intesa preliminare – ha spiegato - segna l’avvio della fase parlamentare e interistituzionale. Si apre ora un percorso articolato che coinvolgerà la Conferenza Unificata, il Parlamento, la Regione, il sistema delle autonomie locali e il Consiglio regionale.
Il ruolo del Consiglio sarà centrale nella fase di approvazione regionale dello schema definitivo - ha proseguito - che dovrebbe avvenire entro fine anno.
L’iter proseguirà con l’approvazione dello schema definitivo da parte del Consiglio dei ministri, che contestualmente approverà anche il disegno di legge di approvazione dell’intesa. Gli ultimi passaggi riguarderanno la sottoscrizione dell’intesa e la trasmissione alle Camere del Ddl. La legge di approvazione dovrà essere votata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera.
I consiglieri di opposizione, Alice Ravinale (Avs), Domenico Ravetti, Fabio Isnardi e Gianna Pentenero (Pd) hanno chiesto approfondimenti su come verrà gestita l’attività emendativa nelle quattro regioni interessate. Se ciascuna farà diversi emendamenti, come saranno armonizzati? Hanno altresì evidenziato che “in tema di sanità, il percorso per l’autonomia differenziata è in contrasto con quanto previsto dalla legge delega sulla riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale, che di fatto limita le competenze e l’autonomia regionali”.
Su quest’ultimo aspetto, l’assessore ha risposto che il Parlamento dovrà lavorare per trovare un punto di equilibrio, mentre ha proposto “di concordare insieme alle altre Regioni interessate e al Ministero un modus operandi condiviso su come deliberare a livello consiliare”.














