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Attualità | 08 aprile 2026, 07:39

Videosorveglianza nei parchi: si accendono i toni del dibattito in Circoscrizione 5

La Lega propone gli occhi elettronici, opposizioni critiche: “Non è la soluzione”

Telecamere nei giardini pubblici e nelle aree più sensibili della Circoscrizione 5: è questa la proposta avanzata dai consiglieri della Lega, Silvia Acquaro e Giorgio Tassone, finita al centro del dibattito.

La mozione nasce da una premessa chiara: negli ultimi anni, secondo i proponenti, si sarebbe registrato un aumento di episodi di criminalità diffusa - tra furti, rapine, aggressioni e atti vandalici - con ricadute dirette sulla sicurezza dei cittadini e sull’attività dei commercianti. Una situazione che, si legge nel documento, avrebbe alimentato un crescente senso di insicurezza tra residenti ed esercenti.

Giardini nel mirino

Nel mirino in particolare giardini pubblici, piazze e aree limitrofe alle attività commerciali, ritenute più esposte a fenomeni di degrado urbano e reati predatori. Da qui la richiesta di installare sistemi di videosorveglianza considerati uno strumento utile sia come deterrente sia come supporto alle forze dell’ordine.

La proposta individua già alcune zone prioritarie di intervento: dal giardino di via Lanzo al parco Pecchioli, passando per corso Grosseto, via Chiesa della Salute e l’area della Spina Reale di via Stradella. A queste si sono aggiunti, su suggerimento della consigliera Carmela Ventra, anche i giardini delle Foibe, quelli di via del Ridotto e altri spazi segnalati dai cittadini.

M5S: “Non servono”

Non sono però mancate le critiche da parte delle opposizioni. Il consigliere del Movimento 5 Stelle Luigi Martina ha invitato a non confondere comportamenti incivili con veri e propri reati: “Non possiamo impedire a una persona di sedersi su una panchina e bere una birra dopo il lavoro. Non è reato - ha sottolineato - diverso è il discorso se si lascia sporco”.

Sulla stessa linea anche il collega pentastellato Pasquale Frisina, che ha definito “assurdo” pensare a un’estensione capillare delle telecamere: “Non si possono installare in ogni giardino solo perché ci sono persone che bevono”.

Se: “Manca controllo costante”

Perplessità anche dal fronte della sinistra. La consigliera Federica Laudisa (Sinistra Ecologista) ha messo in dubbio l’efficacia dello strumento: “Le telecamere non sempre funzionano come deterrente e spesso non c’è nemmeno un controllo costante delle immagini”. Un progetto che secondo Acquaro e Tassone potrebbe contare anche sul rifinanziamento del Patto per la Sicurezza della Regione Piemonte, con risorse dedicate proprio alla prevenzione e al rafforzamento della sicurezza urbana.

La tecnologia - spiegano - è un alleato molto importante. Pensiamo a cosa è successo in passato in via Vibò, forse con qualche deterrente in più le cose oggi sarebbero diverse”.

Philippe Versienti

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