Terzo in classifica su scala nazionale, il Piemonte chiude il 2025 con quasi 245 tonnellate di rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Computer, smartphone, ma anche lampadine e così via. Sono i dati forniti dal Consorzio Ecolamp, che in tutta Italia ha raccolto 2.947 tonnellate dei cosiddetti Raee e che mette sui due gradini più alti del podio la Lombardia con 763 tonnellate e il Veneto, con 375. Alle spalle del Piemonte ci sono invece Emilia-Romagna (235 tonnellate) e Toscana (226).
Rimanendo sul territorio regionale, la provincia con la maggiore raccolta di Raee è quella di Torino, con 161 tonnellate abbondanti. Segue il Vco con quasi 28 tonnellate, Novara con oltre 15 e mezzo, quindi Cuneo con oltre 22 tonnellate e mezzo. Meno corposi i risultati di Biella (3,6 tonnellate), Vercelli (circa 4 e mezzo), Asti (3,3) e Alessandria, poco sopra quota 6.
Ma questo particolare settore della raccolta rifiuti racconta molto di più rispetto alla sola sensibilità ambientale nella differenziazione degli scarti della nostra società. Ne descrive anche i cambiamenti, partendo dai dettagli. Per esempio, prosegue il calo delle lampadine: non perché ci si stia abituando a vivere al buio, ma per la progressiva sostituzione delle tecnologie tradizionali e alla maggiore durata dei prodotti a led rispetto a quelli ad incandescenza. In grande aumento, invece, i pannelli fotovoltaici, sempre più diffusi nel loro utilizzo.
Le sorgenti luminose hanno raggiunto complessivamente 1.096 tonnellate, di cui 763 tonnellate provenienti dalla raccolta domestica e 333 tonnellate dagli utenti professionali. Particolarmente significativo il risultato del raggruppamento R4, che comprende piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, apparecchi di illuminazione e pannelli fotovoltaici: nel 2025 ha totalizzato 1.425 tonnellate, con una crescita particolarmente marcata nei servizi all’utenza professionale (+18%).
“I dati 2025 – commenta Fabrizio D’Amico, direttore generale di Ecolamp – raccontano un cambiamento in atto da tempo: diminuiscono i rifiuti legati a tecnologie mature, mentre crescono quelli connessi alle nuove infrastrutture energetiche. In Italia la raccolta è in significativo ritardo rispetto ai target fissati a livello europeo e, nonostante la tendenza sia in lieve crescita, è evidente la necessità di un cambiamento, per realizzare il quale è necessario agire su diversi fronti".














