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Economia e lavoro | 22 aprile 2026, 19:50

In Piemonte l'AI è già il presente: sei aziende su dieci investono in intelligenza artificiale (o stanno per farlo)

Le attività più interessate sono l'analisi dei dati aziendali, l'automazione dei processi e il servizio clienti. Tra le tecnologie più usate, ChatGpt oppure gli strumenti per generare testi e immagini. Ma c'è ancora resistenza al cambiamento e carenza di figure professionali formate

In Piemonte sei aziende su dieci investono in intelligenza artificiale

In Piemonte sei aziende su dieci investono in intelligenza artificiale

Sei aziende piemontesi su dieci hanno deciso di declinare l'Intelligenza artificiale al tempo presente: sono quelle che già investono in AI, secondo le ricerche effettuate da Unioncamere Piemonte e Confindustria Piemonte. Sia che si tratti di software, sia che si parli di cybersicurezza, ricerca e sviluppo, cloud e server. Torino spicca, come territorio, ma pure Cuneo e Asti sanno fare la propria parte. Una spinta che arriva a seguito di un 2025 in cui la manifattura era in ripresa, ma che ora si scontra con un'attualità legata alla crisi in Iran, costi alle stelle e commerci internazionali in stallo.

Cresce la voglia di innovazione tecnologica e green

In generale, nell'anno passato hanno fatto investimenti 3 aziende su 10. Soprattutto in macchinari e attrezzature (53,5%), ma le voci più innovative riguardano le scelte del 30,3% (Macchinari e attrezzature interconnesse), ma anche impianti per energie rinnovabili o risparmio energetico (22,3%). E ancora: software e piattaforme (17,3%), ricerca e sviluppo (14,8%) e sistemi fatti di server e cloud (12,7%).
Ma è la prospettiva sull'anno in corso che si nota un'ulteriore accelerazione: software, piattaforme e cybesicurezza salgono al 26,4%, mentre gli impianti legati alle energie salgono al 25,3%. Anche ricerca e sviluppo fa un balzo (23,5%), insieme a cloud e server (21,1%).

Complessivamente, nel 2025 l'innovazione ha inciso per il 7,4% del fatturato delle aziende. In lieve diminuzione rispetto al 2024 e 2023, ma sui livelli del 2020 e dei periodi pre Covid (non si arrivava al 7%). Spendono soprattutto i mezzi di trasporto (oltre il 20% del fatturato). Mentre chi non ha fatto investimenti - o ne ha fatti meno - sconta i costi di innovazione e la carenza di risorse finanziarie. Ma anche la mancanza di personale qualificato e specializzato.

Attenzione all'AI (ma manca gente)

Concentrando l'analisi sull'intelligenza artificiale, emerge come in Italia (dato 2023) gli investimenti hanno pesato per 0,8 miliardi di euro. Ovvero lo 0,5% di quanto speso a livello mondiale. Il ritardo rispetto all'Europa è dovuta all'arretratezza delle piccole imprese. Mentre il segmento che sembra mostrare la maggiore vivacità è l'intelligenza artificiale generativa (in grado cioè di produrre testi, immagini, musica e video). Il Piemonte concentra circa il 10-12% degli investimenti italiani. E come detto, sono quasi 6 su dieci quelle aziende che hanno investito (14%) o stanno per farlo (45%).

La carenza di personale dal mercato genera (anche) in Piemonte un'importante esigenza di formazione del personale (oltre il 25% ha agito in questo senso), mentre quasi il 15% ha dovuto fare ricorso a consulenti esterni. Non arriva al 4% la ricerca di personale già con competenze AI. Ma per fare che cosa? Oltre il 60% per analisi e gestione dei dati aziendali, mentre oltre il 55% si occupa di automazione dei processi produttivi o servizio clienti. Sopra il 30% il controllo qualità e la manutenzione predittiva. 
La mancanza di competenze interne coinvolge quasi il 45% delle aziende, ma esiste anche una forte resistenza al cambiamento (quasi il 40%). Poi pesa la complessità tecnica (circa il 38%), così come i costi elevati (poco sotto il 35%). Privacy e sicurezza dei dati pesano per quasi il 30%.

Solo un'azienda su 7 si sente preparata ad affrontare l'Ai (14%), mentre quasi il 43% si definisce moderatamente preparata. Circa una su tre (34%) si dice poco preparata. L'8,6% per nulla, ma non è ritenuta una priorità.

Tra gli strumenti più usati ci sono chat gpt e simili (43,8%), oppure gli strumenti per generare immagini (12,4%), mentre privacy e dati sono l'elemento che più preoccupa (40,6%), mentre la trasparenza dei modelli tocca oltre il 17%. Il 17% teme l'impatto sull'occupazione. Sono circa il 31% le aziende che hanno una policy dettagliata riguardo all'uso dell'Ai, ma la quota è ancora piuttosto bassa (sempre per quanto riguarda la consapevolezza dei rischi che si corrono maneggiando i dati aziendali e personali).

Tra le tipologie più attive, si attendono performance di grandi imprese, ma anche del pubblico, della ricerca universitaria e delle start up, mentre sembrano le pmi quelle che ancora sono in difficoltà.

"Momenti difficili da prevedere"

"Abbiamo capito che, comunque vada a finire, questa crisi non sarà breve - dice Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte -. Ma di certo, l'imprenditore avveduto sta spendendo e investendo in tutto ciò che può ridurre i costi di gestione delle aziende".

E Massimiliano Cipolletta, vicepresidente di Unioncamere Piemonte: "Siamo in una fase in cui è stato metabolizzato che l'innovazione non è una scelta, ma una necessità. Anche se resiste una grande differenza tra le piccole e le grandi realtà imprenditoriali. Si arriva anche all'80% delle aziende che operano in questo senso". "Nella nostra missione in Canada abbiamo capito come aerospazio, ma pure agrifood e chimica siano tra i settori maggiormente interessati da questo flusso di innovazione".

Massimiliano Sciullo

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