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Politica | 29 aprile 2026, 18:03

Insulti contro il consigliere del Pd, la gogna social dopo il video sulla Resistenza [VIDEO]

Raia: "Il 25 aprile non è la festa dei nostalgici di Mussolini". Gli haters: sei un "frocione" e un "disagiato"

Uno dei tanti insulti rivolti al consigliere Raia

Uno dei tanti insulti rivolti al consigliere Raia

Doveva essere un contributo al dibattito sul significato del 25 aprile, ma si è trasformato rapidamente nell’ennesimo caso di insulti via social. Protagonista della vicenda è stato, suo malgrado, Federico Raia, 27 anni, consigliere della Circoscrizione 2 in quota al Partito Democratico.

Le accuse del consigliere

Nel reel pubblicato su Facebook alcuni giorni fa, Raia ha proposto una riflessione netta: “Il 25 aprile è una festa sì per tutti, ma non di tutti”. Nel suo intervento, il giovane amministratore ha sottolineato - senza tergiversare - come la ricorrenza non possa essere associata a chi, a suo dire, si pone in contrasto con i valori fondanti della Repubblica: da chi contesta l’educazione civica nelle scuole a chi si oppone al riconoscimento della cittadinanza a giovani con background migratorio, fino a chi mostra nostalgie per il fascismo o rivendica la memoria della Repubblica Sociale Italiana.

"Il 25 aprile - cita espressamente il consigliere -, è una festa sì per tutti, ma non di tutti, e non può essere una festa di chi scheda i professori fuori da scuola (colpevoli di aver portato il messaggio del fondamento della nostra Repubblica dentro le scuole), non può essere la festa di chi vuole negare la cittadinanza a ragazzi che hanno la "colpa" di avere un genitore di cittadinanza non italiana". E ancora "non può essere la festa di chi ha i busti di Mussolini in casa e se ne vanta. E non può essere una festa di chi ricorda con orgoglio i caduti della repubblica fantoccio e fascista di Salò".

La valanga di insulti

Parole che hanno acceso immediatamente il dibattito online, ma che hanno anche attirato una valanga di commenti offensivi. Sotto il post, infatti, si sono moltiplicate espressioni volgari e attacchi personali, con epiteti che vanno dall’insulto omofobo a offese generiche sul piano personale. Con un solo obiettivo: insultare. Anche a casaccio.

A denunciare pubblicamente il clima, con un altro video, è stato lo stesso Raia: “Questo è il livello dei commenti sotto il mio ultimo reel: fatti da adulti, non da ragazzini”, ha scritto, evidenziando come il problema non sia solo la presenza degli “haters”, ma il fatto che spesso siano persone mature a contribuire al degrado del confronto.

Raia: "I giovani devono parlare di politica"

Dito puntato, infine, su un fenomeno sempre più ampio: la difficoltà per i giovani di esprimersi in ambito politico senza essere bersaglio di attacchi. “Il problema non sono gli insulti dei leoni da tastiera - osserva -, ma il fatto che ogni volta che un giovane prova a parlare di politica viene subito attaccato”.

Philippe Versienti

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