La star dei social, Navid Tarazi, meglio conosciuto con il profilo Doggodaiily, è diventato autore di un fotolibro “Posso fare una foto al tuo cane?” (Mondadori Electa) che raccoglie alcune delle storie catturate dal suo obiettivo nel corso dei suoi tre anni trascorsi in Italia.
Un progetto nato per curiosità come ci racconta: “In Iran è vietato portare a spasso i cani, ci sono cani randagi, mi rincorrevano anche quando andavo a scuola, quindi mi facevano anche un po’ paura. Ero curioso di questa cultura. Così ho iniziato a fare domande: chiedevo anche cose banali come da dove arrivavano, che cibo mangiavano, qual era la loro storia. Ho caricato alcuni video sui social ed è diventato quello che è adesso”.
Nel libro, più di 500 storie di cani incontrati per le strade d’Italia, ma nel suo repertorio Navid ne conta almeno 10 mila, mille pubblicati sul suo profilo di Doggodaiily. “Non è un libro che parla tanto delle razze, quanto dell’amore che c’è tra cane e umano. Se un bambino legge questo libro forse domani non tratterà mai male un cane, perché vede il mondo dal suo punto di vista”.
Una volta al mese Navid va in canile a scattare foto agli amici a quattro zampe che cercano ancora casa. “Ci sono cani che sono stati adottati grazie a questo progetto. Dare una seconda chance a un cane non è poco, lato molto bello del mio lavoro”.
I primi scatti proprio qui a Torino, città in cui si è trasferito per studiare al Politecnico dal 2023.
“Mi sento molto legato ai cani di Torino. Ne avrò fotografati 7 o 8 mila cani, li conosco. Sono diventati un po’ miei questi cani”.
Ai Giardini Sambuy, Navid ha realizzato con Giardino Forbito l’albero dei cani: “L’abbiamo fatto in autunno adesso è tutto verde, con le foto dei cani che nn ci sono più, ma sono ricordi di un amore vero che continuerò per sempre”.
Dopo il trasferimento da Torino a Milano, Navid non ha comunque intenzione di tornare in Iran.
“Sento mia madre e i miei familiari, li sento pochissimo anche perché hanno staccato internet, mi raccontano solo le cose belle, ma io so che non va tutto bene”.
Il sogno nel cassetto? “In Iran la situazione sul maltrattamento degli animali è davvero terribile. Vorrei che tra magari trent'anni si arrivasse al punto che le persone trattano i cani come in Italia”.







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