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Attualità | 15 giugno 2026, 15:44

"torino:". Ancora polemica sul nuovo city brand: ecco quanto è costato

Ad incalzare il Comune De Benedictis (FdI) e Russi (M5S)

"torino:". Ancora polemica sul nuovo city brand: ecco quanto è costato

È ancora polemica sul nuovo city brand della Città di Torino, elaborato dall'agenzia milanese Leftloft. Che hanno deciso di raccontare il nuovo volto della città con un semplice “torino:". Il nome della città (in minuscolo) seguito da due punti. Un brand che non definisce, non chiude e, per ammissione stessa dei suoi ideatori, serve a non dare una forma rigida. 

I costi

Lo studio milanese, come ha spiegato l'assessore ai Grandi Eventi Mimmo Carretta rispondendo alle interpellanze Ferrante De Benedictis (Fratelli d'Italia) e Andrea Russi (M5S), per il contratto triennale guadagnerà 280mila euro.

A queste si aggiunge "l’investimento programmato sul triennio 2025-2027 pari a 432 mila euro, destinato sia alla realizzazione del brand sia allo sviluppo delle strategie di comunicazione".  

Il costo complessivo dell’operazione, sull’intero arco 2023-2027, è quindi stimato in circa 465 mila euro oltre IVA. 

Il paragone 

Carretta ha poi voluto fornire un metro di paragone, precisando quanto era costata la campagna voluta dall'ex sindaca Appendino "Torino, so much of everything". Il nuovo logo per promuovere i grandi eventi, oltre alle altre azioni comunicative della giunta a 5 Stelle, era costato "240mila. Non tre anni (come la nostra ndr), ma sei mesi". "È giusto che si spendano dei soldi, - ha replicato De Benedictis - ma devono essere spesi bene, non per un logo che anche a molti addetti ai lavori appare vacuo".

"Coerente - ha aggiunto - con una città in declino, che non tiene il passo con Milano, negli ultimi 30 anni governata dal centrosinistra e M5S". E sui manifesti sparsi per le strade del capoluogo con i nomi dei quartieri, dove sono rappresentati i volti dei residenti simbolo, l'esponente meloniano ha rincarato: "saremo stati contenti di vedere una cittadina non italiana sul cartellone del centro, non di Barriera di Milano, sempre destinata ad essere considerata provincia di Marrakech". 

Sulla stessa linea il capogruppo del M5S Andrea Russi, che ha aggiunto: "Per un'amministrazione l'attenzione non può essere un punto di arrivo. Torino e poi?". 

 

Cinzia Gatti

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