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Attualità | 15 giugno 2026, 10:49

Rette RSA, scatta il maxi-rimborso di Palazzo Civico: 140mila euro a due persone con disabilità

Il Tribunale dà ragione a due residenti in struttura. Il Comune si difende e chiede un tavolo al Governo per rivedere i parametri economici

Rette RSA, scatta il maxi-rimborso di Palazzo Civico: 140mila euro a due persone con disabilità

Il Tribunale impone al Comune di Torino di rimborsare due persone con disabilità, con una cifra di quasi 140mila euro pari alle rette pagate per il loro soggiorno in una struttura di accoglienza. Un ammontare, che comprende anche le spese legali, destinato al "risarcimento" della coppia che avrebbe versato per i giudici più del dovuto per la permanenza in RSA.

Cosa è successo 

Nel dettaglio la Città, per la legge, doveva pagare una quota maggiore della retta. Non avendolo fatto Palazzo Civico deve ora "sborsare" 39mila euro ad una persona con disabilità che da sei anni vive in un alloggio in struttura residenziale, a cui se ne aggiungono più di 98mila ad un altro che si trova lì da dieci anni.

Si tratta degli ultimi contenziosi sul tema, in ordine di tempo, in cui si trova coinvolto il Comune. Il regolamento cittadino per il calcolo delle rette socio-sanitarie risale al 2012, precedente quindi alla norma nazionale sull'Isee.

Quest'ultimo strumento, che viene utilizzato per valutare la capacità economica delle persone, non tiene conto di alcuni fattori come le pensioni di invalidità e l'indennità di accompagnamento che costituiscono risorse realmente a disposizione della persona ai fini della sua assistenza.

La disparità 

Elementi che invece il Comune valuta per definire la sua quota per l'accoglienza di anziani e disabili in difficoltà economica nelle RSA. Ma perché questa differenza? Per la Città di Torino non considerare i due assegni di aiuto crea una situazione di disparità con altre persone che non ne beneficiano, perché le pone entrambe sullo stesso piano. 

"L'utilizzo dell'ISEE - fanno sapere da Palazzo Civico - come unico strumento per valutare la capacità economica dei beneficiari dell'assistenza sociale comporterebbe una maggiore spesa da parte della Città di almeno 12 milioni di Euro annui".  Per questo il Comune ha chiesto a Stato e Regione di ricevere le risorse aggiuntive necessarie".

La questione a Roma

Ma la questione, per il tramite dell'Anci e delle Regioni, si è spostata a Roma. I due enti hanno sollecitato il Governo per la convocazione di un tavolo tecnico per la revisione complessiva dell'ISEE, che è stato costituito nel 2025. L'intento è quello di rendere questo strumento maggiormente in grado di fotografare le risorse realmente disponibili per la persona in un dato momento, e quindi il suo effettivo bisogno di sostegno. Il tavolo, cui la Città partecipa, non ha ancora concluso i suoi lavori.

Russi (M5S) all'attacco 

E sul tema il capogruppo del M5S Andrea Russi ha presentato due interpellanze alla luce delle recenti pronunce giudiziarie.  "Oggi il Consiglio Comunale - attacca il pentastellato - vede per la prima volta gli effetti concreti di una gestione politica sbagliata sulle rette RSA". 

"Ciò significa che il Comune ha lasciato crescere il contenzioso e ha costretto cittadini fragili e famiglie a rivolgersi ai tribunali per vedere riconosciute le proprie ragioni. Su una materia come questa servivano scelte tempestive, una revisione vera del regolamento e risorse aggiuntive nelle politiche sociali" chiosa Russi.


 

Cinzia Gatti

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