Un giudice che non ha mai smesso di interrogarsi sul senso della pena. Un pinerolese che ha continuato a progettare un futuro diverso per i suoi concittadini e per la città. Sono tanti i ricordi dell’impegno professionale, civile e politico di Elvio Fassone che riemergono nelle ore successive alla sua morte, avvenuta ieri, domenica 21 giugno. Il magistrato ottantottenne, punto di riferimento dei Pd pinerolese, era stato senatore nelle XIII e XIV legislatura, quando c’era l’Ulivo.
Il suo nome era salito alla ribalta nazionale con la pubblicazione del libro ‘Fine pena: ora’ che rivelava la corrispondenza che aveva mantenuto per ventisei anni con un ergastolano che aveva contribuito a condannare.
Ma sono tanti nel Pinerolese ad aver potuto contare sul confronto diretto con Fassone, come l’amico Luigi Pinchiaroglio: “Il tempo passato non tornerà più e non ho avrò più occasione di potermi confrontare con lui, ascoltare i suoi suggerimenti. Mi mancherà molto, ma comunque sarà sempre nel mio cuore”.
Strade separate e amicizia unica
“Lo conobbi a seguito di uno scambio di lettere avvenuto dopo la elezione al Senato nel ‘96. Ci sentimmo immediatamente in sintonia, tanto da farmi coinvolgere e di decidere di dedicare del mio tempo alla politica. Da qui le ‘Serate dell’Ulivo’ al Regina, gli incontri a casa sua, alla Cascina di Macello, in Sezione” ricorda Pinchiaroglio. Con lui, nei primi mesi del 2006, cominciò a lavorare per portare a Pinerolo l’Associazione per il Partito Democratico: “Fu una mia proposta ma lui non ci mise un minuto a mettersi a disposizione per creare dal nulla un gruppo di una cinquantina di persone, organizzare iniziative, dibattiti, partecipare ai banchetti che allestimmo”.
La loro amicizia non si sgretolò nemmeno quando politicamente le strade si separarono: “Sono consapevole che non condivise la mia uscita dal Pd, nell’autunno del 2019. Ne parlammo a lungo e a più riprese, ma restammo ognuno sulle proprie posizioni – continua –. Penso che quella sia stata l’unica volta che non ci trovammo allineati. Ma questo non allentò di certo l’amicizia e la stima reciproche, più che mai salde. I momenti di confronto continuarono. E ogni occasione era buona per sentirci, per discutere sulle migliori strade da seguire per giungere a quello che era, e per noi è sempre stato, il comune obiettivo”.
Pd pinerolese: “Ha rafforzato la qualità della nostra democrazia”
Ed è unanime il cordoglio del circolo del Partito Democratico di Pinerolo: “Elvio è sempre stato un punto di riferimento: politico, culturale e sociale. E non solo nel campo della sinistra democratica. Certo, è stato un qualificato magistrato, ha ricoperto per due mandati l’incarico di Senatore, ma, soprattutto, era conosciuto e stimato per la sua grande, oggettiva e indubbia autorevolezza. Morale, innanzitutto, ma anche politica e culturale”.
Nonostante gli impegni romani, ha continuato ad essere un punto di riferimento per suo partito sul territorio: “Non ha mai disdegnato il confronto, il dialogo e la sua naturale propensione ad approfondire i problemi, le questioni e i temi che di volta in volta si affacciavano e che emergevano dalla società – comunica il circolo –. In ultimo, ma non per ordine di importanza, con Elvio Fassone perdiamo una persona che ha contribuito, con il suo lavoro e con la sua azione pubblica, a rafforzare la qualità della nostra democrazia e a impegnarsi per far vivere ogni giorno i valori e i principi contenuti nella nostra Carta costituzionale”.
Piazze e cascine per il futuro dei giovani
Per il futuro del Pinerolese, Fassone aveva investito il proprio tempo e il proprio denaro. Con la sua indennità da senatore aveva finanziato progetti sociali. Uno di questi si chiamava ‘Un mestiere’ e l’aveva visto impegnato, a fine anni Novanta, assieme a don Marabotto, alla professoressa Teresa Ferrero e al ceramista Antonio Russo. Poi il progetto dei primi anni Duemila, Il But, a ‘Cascina Ai Carlot’ che ristrutturò e, alla fine, donò al Comune di Macello. Questo spazio doveva diventare secondo la visione un centro per giovani artigiani.
Con il suo impegno, Fassone permise a un centinaio di giovani che avevano lasciato la scuola di inserirsi nelle botteghe artigiane. Anche diverse ragazze si formarono come parrucchiere e aprirono un negozio proprio grazie all’apprendistato finanziato da lui.
Sempre per avviare i giovani alle professioni, e alla vita attiva all’interno della comunità, aveva finanziato la progettazione della ‘Piazza dei Mestieri’ in cui avrebbe dovuto trasformarsi la Caserma Fenulli di Pinerolo. La realizzazione del progetto non venne mai finanziata, ma la sua visione era al passo con i tempi, tanto che nacque un luogo di aggregazione e formazione analogo al Sermig di Torino.
Fassone verrà ricordato con una preghiera comunitaria domani, martedì 22 giugno alle 20,30 al Duomo di Pinerolo dove, il giorno successivo, mercoledì 23, alle 16,15, si svolgerà il funerale.














