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Sanità | 10 luglio 2026, 11:17

SerD, la ricetta dematerializzata mette a rischio anonimato e cura dei pazienti. Marro (Avs) e Valle (Pd): "Stop all'obbligo"

Secondo i due esponenti del Consiglio regionale in questa maniera si viola il diritto all'anonimato e alla privacy

Riflettori accesi sui SerD

Riflettori accesi sui SerD

Giulia Marro (Alleanza Verdi e Sinistra) e Daniele Valle (PD, vicepresidente della Commissione Sanità) denunciano le conseguenze dell'obbligo di ricetta dematerializzata (DEMA) nei Servizi per le Dipendenze patologiche (SerD), introdotto dalla Legge 26/2026 dal 1° marzo 2026 in sostituzione dell'autoimpegnativa aziendale.

"I SerD sono servizi a bassa soglia, ad accesso diretto e riservato, pensati apposta per non scoraggiare chi ha bisogno di curarsi – dichiara Giulia Marro –. Nonostante la Giunta, rispondendo alle interrogazioni n. 1059 della capogruppo AVS Alice a Ravinale e n. 1062 , avesse già chiarito che i SerD non rientrano nel flusso C e quindi non necessitano di DEMA, questa indicazione non è mai stata comunicata in modo formale alle Aziende sanitarie. Il risultato è che, secondo le segnalazioni che abbiamo raccolto, almeno a Biella e ASL TO5 i laboratori bloccano gli esami ematochimici e tossicologici se manca la ricetta dematerializzata. Il rischio è che anche le altre ASL, di fronte a questo approccio, adottino comportamenti prudenziali dal punto di vista amministrativo e che finiscono per mettere a rischio i pazienti".

"L'obbligo di identificazione tramite codice fiscale viola l'anonimato che il D.P.R. 309/1990 garantisce ai SerD, e già nel 2009 il Garante Privacy aveva ricordato che questo anonimato è obbligatorio per legge – aggiunge Daniele Valle –. C'è un problema di responsabilità: i medici rischiano di violare la norma se prescrivono la DEMA, o di essere responsabili se non prescrivono gli esami necessari. E c'è il rischio che molti, di fronte alla possibilità di essere riconosciuti, rinuncino alle cure".

"Chiediamo alla Giunta di sospendere l'obbligo di DEMA per le prestazioni interne ai SerD, di introdurre uno strumento alternativo basato sulla pseudonimizzazione e di rivedere il sistema di rendicontazione, oggi legato al File C, che non rappresenta la complessità del lavoro dei SerD. Abbiamo anche chiesto una audizione del direttore Sottile in Quarta commissione",  concludono i due consiglieri.

comunicato stampa

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