Fermare il Festival "Alta Felicità" se sussistono concreti rischi per l'ordine pubblico. È questa la richiesta avanzata al Prefetto di Torino dal SIAP (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia), guidato dal Segretario Generale Provinciale Pietro Di Lorenzo, che in una lettera sollecita le Istituzioni a valutare il blocco o il riesame delle autorizzazioni per la nota kermesse No TAV. Secondo la sigla sindacale, gli eventi dell'area di Chiomonte si trasformano ormai ciclicamente in guerriglia, esponendo gli agenti a pericoli continui e richiedendo una risposta che non sia più solo operativa, ma anche politica e amministrativa.
"Gli ennesimi gravissimi episodi di violenza verificatisi in occasione delle manifestazioni nell'area del cantiere TAV di Chiomonte impongono una riflessione che, a giudizio di questa Organizzazione Sindacale, non può più essere rinviata" — sostiene Pietro Di Lorenzo, Segretario Generale Provinciale del SIAP.
Il documento esprime anzitutto un riconoscimento per il lavoro svolto dalla Questura torinese e dal personale sul campo.
"Al di là di bieche strumentalizzazioni che hanno finalità politiche l'organizzazione dei servizi, la pianificazione degli interventi e il coordinamento delle forze in campo rappresentano ormai un modello operativo consolidato che, pur in presenza di attacchi sempre più violenti e organizzati, ha consentito di limitare conseguenze ben più gravi che, a mente fredda, nessuno può sottovalutare" — aggiunge Pietro Di Lorenzo nella missiva al Prefetto.
La preoccupazione principale riguarda l'escalation della violenza durante i disordini.
"Ciò nonostante, non possiamo ignorare come gli episodi che si ripetono ciclicamente in Val di Susa abbiano ormai assunto caratteristiche che travalicano il legittimo esercizio del diritto di manifestare, trasformandosi sistematicamente in azioni di guerriglia organizzata, caratterizzate dall'utilizzo di pietre, bombe carta, ordigni incendiari, artifici pirotecnici e da ripetuti tentativi di danneggiamento delle infrastrutture e di aggressione nei confronti degli operatori delle Forze di Polizia" — evidenzia la nota della Segreteria Provinciale.
"Una situazione che, anno dopo anno, continua ad esporre centinaia di appartenenti alle Forze dell'ordine a rischi elevatissimi, imponendo un impiego straordinario di uomini, mezzi e risorse pubbliche, con inevitabili ripercussioni anche sui servizi di controllo del territorio e sulla sicurezza dei cittadini dell'intera provincia" — incalza il Segretario del SIAP.
"Per tali ragioni riteniamo richiamare, come facciamo ormai dal lontano 2010, la necessità che, accanto all'indispensabile risposta operativa delle Forze di polizia, si apra una seria riflessione di carattere istituzionale e politico circa gli strumenti più idonei a prevenire il ripetersi di simili episodi" — ribadisce Di Lorenzo.
Da qui la proposta di intervenire preventivamente sui permessi per i grandi eventi aggregativi della zona.
"In tale ottica riteniamo doveroso valutare, con serietà e senza inutile clamore, ogni misura consentita dall'ordinamento che possa concretamente contribuire ad interrompere una spirale di violenza ormai divenuta pressoché prevedibile. Tra queste, appare opportuno verificare anche la possibilità di riesaminare il rilascio delle autorizzazioni relative a manifestazioni ed eventi che, per esperienza consolidata, rappresentano momenti di aggregazione dai quali, con frequenza ormai ricorrente, prendono origine iniziative culminate in gravissimi disordini, come l'annuale Festival "Alta Felicità", qualora dagli elementi a disposizione delle Autorità competenti emergano concreti profili di rischio per l'ordine e la sicurezza pubblica" — propone il leader sindacale.
"Non si tratta di comprimere il diritto costituzionale di manifestare il proprio pensiero, bensì di impedire che tale diritto venga sistematicamente strumentalizzato da soggetti che perseguono esclusivamente finalità violente, mettendo a repentaglio l'incolumità degli operatori di polizia e arrecando gravi danni al patrimonio pubblico e privato" — precisa Di Lorenzo.
L'appello si chiude sottolineando che la sola gestione di piazza non è più sufficiente.
"Le donne e gli uomini della Polizia di Stato, così come tutto il personale delle Forze dell'ordine impiegato nei servizi di ordine pubblico, stanno facendo fino in fondo la propria parte, con professionalità, sacrificio e senso dello Stato. È però necessario che anche le Istituzioni, ciascuna nell'ambito delle rispettive competenze, assumano decisioni coraggiose e adeguate all'evoluzione di un fenomeno che non può più essere affrontato esclusivamente sotto il profilo operativo" — commenta infine il Segretario Generale Provinciale Pietro Di Lorenzo.
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