Il Comune di Castellamonte e il Comune di Ivrea sostengono l’iniziativa promossa dalla Fondazione Casa e Archivio Piero Martinetti e da Maestria canavesana editrice proseguono la proficua collaborazione avviata nel 2021 per promuovere la conoscenza del pensiero di Piero Martinetti (Pont Canavese 1872, Castellamonte 1943) presso un pubblico più ampio ed eterogeneo possibile. Un percorso di amicizia e condivisione, il loro, che ha portato nel tempo: all'inserimento di un capitolo espressamente dedicato al filosofo canavesano nel libro Maestria canavesana. Mani pensanti, voci narranti, spiriti liberi (Maestria canavesana editrice); alla realizzazione di una puntata dell'omonimo podcast curato da Marco Peroni; all'inserimento di alcune ampie citazioni martinettiane all'interno dell'evento In libera piazza, tenuto a Ivrea il 25 aprile 2025 in occasione degli 80 anni della Liberazione e pensato sempre da Maestria canavesana.
Le due realtà segnalano congiuntamente il doppio appuntamento dedicato a Piero Martinetti. Il 19 settembre di quest'anno ricorre infatti il Centenario del celebre Discorso agli universitari canavesani, pronunciato esattamente cento anni fa, nel 1926, su coraggioso invito (considerando le idee di Martinetti, in alcun modo assimilabili al fascismo) della allora neonata Associazione Universitari Canavesani (AUC).
Perché questo Discorso è così importante da meritare di essere riproposto pubblicamente a un secolo di distanza? Si potrebbero dire molte cose a proposito; qui preme sottolinearne due. La prima è che le parole del filosofo canavesano espressero, "in tempi di servitù politica", una particolare idea di libertà dalle solide fondamenta spirituali: forse per questo ci raggiungono ancora oggi, in un contesto che da incerto si è fatto minaccioso, con sorprendente chiarezza. La seconda è che questa idea venne vissuta da Martinetti con una coerenza e un coraggio – nel 1931 fu uno dei 12 docenti universitari su 1225 a rifiutarsi di giurare fedeltà al fascismo – che furono d'ispirazione per molti giovani e possono esserlo ancora oggi.
Il programma:
Sabato 19 settembre, con ingresso libero dalle 16.30, presso la Casa della Musica di Castellamonte, verrà riletto il Discorso esattamente un secolo dopo e nella stessa sala dov'è stato pronunciato. Sarà un momento di grande emozione. La lettura di Claudio Bovo sarà preceduta dai dovuti saluti istituzionali, da un'introduzione storica di Maria Cristina Fenoglio Gaddò (Fondazione), da un'introduzione filosofica di Valerio Giacoletto Papas, da alcuni piacevoli intermezzi musicali proposti dall'Associazione Filarmonica Castellamonte. Presentatore sarà Marco Peroni. Per l'occasione sarà scoperta una targa in ceramica sul Centenario, realizzata appositamente dagli artisti Sandra Baruzzi e Guglielmo Marthyn con il sostegno del Comune di Castellamonte, della Fondazione Casa e Archivio Piero Martinetti, dell'Associazione Filarmonica Castellamonte, Lions, Rotary e Inner Wheel.
Domenica 20 settembre, sempre dalle 16.30, al Teatro Civico "Giuseppe Giacosa" di Ivrea, a questo identico programma (esclusa, ovviamente, l'inaugurazione della targa) si aggiunge il prezioso intervento del teologo Vito Mancuso, che ha dato grande disponibilità all'iniziativa: Mancuso, infatti, considera Martinetti uno dei suoi punti di riferimento filosofici, tanto da avergli dedicato il suo recente libro Gesù e Cristo (Garzanti, 2025).
Particolare attenzione sarà rivolta al coinvolgimento delle nuove generazioni, anche attraverso la Consulta giovanile di Ivrea e l’Associazione Universitari Canavesani (AUC). Proprio quest’ultima, nel 1926, invitò Martinetti a pronunciare a Castellamonte il celebre Discorso agli universitari canavesani: a cent’anni di distanza, l'iniziativa intende non solo ricordare, ma ereditare l'attenzione che il filosofo canavesano dimostrò nei confronti dei più giovani.
L'ingresso è libero per entrambi gli appuntamenti, fino a esaurimento posti. Si consiglia pertanto la prenotazione scrivendo a direzione@maestriacanavesana.itspecificando a quale dei due appuntamenti si intende partecipare.
Breve biografia Piero Martinetti
Piero Martinetti nasce a Pont Canavese nel 1872. Si laurea in filosofia a Torino nel 1893, approfondendo poi la filosofia tedesca a Lipsia. Dopo aver insegnato nei licei, scrive l'Introduzione alla metafisica, che gli vale la cattedra a Milano nel 1905. La sua fama filosofica diventa "altissima" (Bobbio): sostiene che "la chiarezza è l'onestà del filosofo" e le sue lezioni attirano anche un pubblico non accademico. Fin da subito denuncia la componente demagogica e totalitaria del fascismo. Nel 1926 il Congresso di filosofia da lui presieduto viene sciolto per "ragioni di ordine pubblico", dopo il suo rifiuto di escludere filosofi antifascisti. Nel 1931 è l'unico, insieme a pochissimi altri, a non giurare fedeltà al regime: su 1225 professori universitari, solo 12 rifiutano. Scrive: "la sola luce... che l'uomo può avere nella vita è la propria coscienza; subordinarla è un sacrilegio". Perde la cattedra e si ritira a Spineto, dedicandosi agli studi. Scrive Gesù Cristo e il cristianesimo, opera che condanna la dimensione ecclesiastica del cristianesimo: viene sequestrata e inserita nell'Indice dei libri proibiti dal Sant'Uffizio nel 1938. Muore il 22 marzo 1943; pochi partecipano al funerale civile. Come scrive Bobbio, "la limacciosa fiumana dei tempi in cui visse non riuscì a smuoverlo di un millimetro".
Breve biografia Vito Mancuso
Vito Mancuso, teologo laico e filosofo, ha insegnato all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e all'Università di Padova; oggi insegna al master in Meditazione e Neuroscienze dell'Università di Udine e dirige il «Laboratorio di Etica» al MAst di Bologna. Editorialista de «La Stampa», è autore di numerosi saggi di ampio successo su temi come Kant, Hegel, il dolore, la fede, Dio, l'anima, l'autenticità, l'amore, il pensiero, la libertà, la bellezza, l'etica, le virtù, il coraggio, il senso della vita e la gioia. Ha inoltre scritto su Socrate, Buddha, Confucio e Gesù (I quattro maestri) e, da ultimo, di cristologia (Gesù e Cristo). Il suo pensiero, definibile «filosofia della relazione», è oggetto di una monografia pubblicata in Germania. Nato il 9 dicembre 1962 a Carate Brianza da genitori siciliani, dopo il liceo classico a Desio studia teologia nel Seminario arcivescovile di Milano, dove ottiene il Baccellierato ed è ordinato sacerdote dal cardinale Martini a 23 anni. Dopo un anno chiede la dispensa dal sacerdozio per dedicarsi allo studio. Su indicazione di Martini vive due anni a Napoli con Bruno Forte, conseguendo la Licenza. Lavora poi in editoria (Piemme, Mondadori, San Paolo) mentre completa il Dottorato nel 1996 (110/110 summa cum laude) con una tesi su Hegel, poi pubblicata come Hegel teologo. Ottenuta la dispensa papale, si sposa con Jadranka Korlat; hanno due figli, Stefano (1995) e Caterina (1999).















