Prima ha aggredito un’agente di polizia penitenziaria, poi ha tentato di togliersi la vita ed è stata salvata dall’intervento di un sovrintendente. E’ accaduto ieri nella sezione femminile del carcere torinese delle Vallette. Secondo quanto riferito in una nota dal sindacato Osapp, la vicenda sarebbe iniziata durante la distribuzione del vitto a seguito di una richiesta della detenuta non accoglibile dal personale.
Insulti, minacce e lancio di oggetti
La situazione sarebbe rapidamente degenerata, con insulti, minacce e il lancio di oggetti contro gli operatori e poi ulteriormente peggiorata da comportamenti autolesionistici e da reiterate minacce al personale. In particolare, la detenuta avrebbe tentato di togliersi la vita con un elastico di un pantalone della tuta e sarebbe stata salvata in extremis dall’intervento del personale penitenziario.
“Non è più accettabile che le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria debbano affrontare aggressioni fisiche, insulti e minacce mentre svolgono il proprio lavoro - commenta il segretario generale Osapp, Leo Beneduci - la sicurezza del personale non può essere affidata esclusivamente alla professionalità e al senso del dovere degli operatori: servono misure preventive efficaci, risorse adeguate e interventi concreti da parte dell’Amministrazione”.
62esima aggressione da inizio anno
“Non possiamo limitarci a intervenire dopo ogni aggressione. A Torino siamo giunti alla 62esima aggressione dall’inizio dell’anno. È indispensabile che la sicurezza di chi indossa la divisa diventi una priorità reale e costante. Il personale di Polizia Penitenziaria merita rispetto, tutela e condizioni di lavoro dignitose”, conclude Beneduci.














