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Attualità | 16 ottobre 2026, 12:30

Ciclabili, i separatori in gomma si sgretolano dopo tre anni

Blocchetti di cemento vaganti in via Lancia, l’attacco di Scanavino (Torino Bellissima)

Ciclabili, i separatori in gomma si sgretolano dopo tre anni

Bastano tre anni per trasformare un’opera pubblica pensata per la sicurezza in una fonte di pericolo? A giudicare dallo stato in cui versano diversi separatori delle piste ciclabili in città, la risposta sembrerebbe essere sì.

A sollevare il caso è Davide Scanavino, consigliere della Circoscrizione 3 in quota Torino Bellissima, autore di un’articolata interpellanza.

Blocchetti di cemento in carreggiata e gomma lacerata

Al centro della protesta c'è il rapido e precoce deterioramento dei cordoli modulari installati circa tre anni fa per blindare le corsie riservate alle bici. La struttura, composta da un involucro esterno in gomma e da un'anima interna di blocchetti in cemento con funzione di zavorra, sta cedendo sotto l'effetto combinato di intemperie, escursioni termiche e impatti con i veicoli.

Il risultato? In diverse zone della città la gomma appare spaccata e sfilacciata, lasciando che i mattoni di cemento fuoriescano e si disperdano sull'asfalto.

Le criticità più evidenti - documentate anche da un dossier fotografico - si registrano in via Lancia(Circoscrizione 3), all'altezza del dehors del ristorante Il Personaggio, e in via Romolo Gessi (al confine tra Circoscrizione 2 e 3, nel tratto tra via Tirreno e corso Orbassano). “Sono bastati appena tre anni per vedere numerosi separatori delle piste ciclabili letteralmente sgretolarsi” accusa Scanavino. 

“La gomma si sta sfaldando, lasciando pericolosi detriti sulla carreggiata e sulle ciclabili. Inoltre, perdendo peso e zavorra, i separatori rischiano di spostarsi, invadendo le corsie di circolazione e creando un doppio rischio sia per chi viaggia su due ruote sia per gli automobilisti”.

"No a toppe a spese dei contribuenti"

“Non possiamo accettare che opere pagate con i soldi dei cittadini siano già da sostituire dopo soli tre anni” incalza l'esponente di Torino Bellissima. “Chiediamo interventi urgenti di rimozione dei detriti per garantire la sicurezza immediata, ma soprattutto vogliamo capire se esistono garanzie per attivare il ripristino a carico dei fornitori”.

Philippe Versienti

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