La storica Cascina Marchesa di corso Vercelli non riapre. Doveva tornare alla Circoscrizione 6 la scorsa estate, invece resta un cantiere e, secondo le ultime stime degli uffici comunali, lo resterà fino alla prossima primavera.
Un'attesa che sta mettendo in difficoltà i quartieri di Torino Nord. La Circoscrizione 6 dice infatti di aver perso il suo spazio principale per conferenze, attività delle associazioni, iniziative di partiti e sindacati. Uno spazio che comprendeva non solo il teatro e la biblioteca, ma anche la Sala Colonne all'interno della Cascina, che doveva essere oggetto di ristrutturazione nell'ambito dello stesso intervento.
Le criticità
A fare il punto in commissione sono stati i tecnici della Divisione Manutenzione Edifici Comunali. L'intervento, dal valore di 5 milioni di euro, fa parte di un piano più ampio su quattro cantieri cittadini – oltre alla Marchesa, via Lombroso, corso Corsica e via Saccarelli – e ha dovuto fare i conti con una serie di criticità.
Da un lato i problemi con l'impresa esecutrice, dall'altro quelli con progettisti e direttori dei lavori, anche nella gestione di alcune questioni strutturali. Il tutto mentre si cercava di mantenere attiva, almeno in parte, la biblioteca.
La concatenazione di cause ha portato a una prima variante con sei mesi di proroga. Il progetto, nato nel Pnrr, è stato poi traslato sul Piano Nazionale Complementare proprio per non perdere il finanziamento. Una scelta che ha spostato in avanti la scadenza ultima per l'uso dei fondi.
Cantiere critico
Complessivamente i quattro cantieri sono al 70% di avanzamento, ma quello della Marchesa è il più critico. Intanto i lavori, per quanto lentamente, procedono. La Città ha spiegato di non aver potuto rescindere il contratto perché, con il meccanismo del Pnrr, non esisteva una seconda ditta in graduatoria pronta a subentrare. Si va avanti quindi con la stessa impresa, ma in una situazione definita di pre-contenzioso: il ritardo è stato contestato formalmente per negligenza, sono allo studio penali e sono già state applicate detrazioni a progettisti e direttori dei lavori.
Diversa la situazione per la biblioteca, la cui riconsegna è attesa a breve, entro l'anno. Sui ritardi, dalla Circoscrizione 6 arriva un richiamo a stringere i tempi, senza toni di attacco politico ma con molta preoccupazione.
Botta e risposta
Il presidente del mini comune della 6 Valerio Lomanto chiede "una particolare premura nello stare dietro alle ditte" e sottolinea come la Sala Colonne, intervento sulla carta più semplice del teatro, fosse attesa prima: "Abbiamo proprio bisogno di questo teatro, se l'investimento è stato fatto è perché la Città ha ritenuto importante quello spazio, ora però non possiamo più aspettare ulteriormente".
Per il coordinatore della Prima Commissione, Luciano Speranza, "è uno spazio molto importante che purtroppo questa circoscrizione non ha potuto usare per davvero molto tempo". Un'attesa lunga che pesa perché, sempre secondo Speranza, "per le associazioni è un anno di mancanza di spazio per fare e svolgere al meglio la propria attività".
L'assessora alla Cultura Rosanna Purchia prova a rassicurare rivendicando il lavoro degli uffici: "Torino è la città d'Italia che è riuscita, nonostante innumerevoli difficoltà, a raggiungere gli obiettivi che erano stati posti con il Pnrr". E sulla questione dei tempi precisa: "Non abbiamo ritardi di un anno ma al momento siamo in ritardo di qualche mese, da giugno a ottobre. Stiamo parlando tutti la stessa lingua, per l'ansia di poter aprire. Continueremo a pressare le ditte affinché non ci siano ulteriori ritardi".













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