/ Eventi

Spazio Annunci della tua città

Per le zone di Novara,Vercelli, Verbania cerchiamo Antennista Sat e Digitale terrestre. inviare curriculum a : ...

Delizioso monolocale a 800 mt dal mare, ideale come seconda casa, completamente arredato con struttura divano letto e...

125 mq (65 piano terra + soppalco) nella bellissima e prestigiosa piazza nel cuore del centro storico di Moncalieri.

Vendesi urgentemente causa trasferimento all`estero Euro 4, unico proprietario, cinghia sostituita nel 2016, gomme...

Che tempo fa

Cerca nel web

Eventi | domenica 16 luglio 2017, 11:00

Cabu Cabu a Torino: il cortometraggio che unisce diverse culture a bordo di un taxi

C'è ancora un mese di tempo per contribuire alla raccolta fondi a sostegno del progetto cinematografico della cooperatica sociale Esserci. In ballo, nuovi posti di lavoro per soggetti svantaggiati

 

Un giovane senegalese, un taxi abusivo, un incontro fortunato col destino. Sembra la trama di un film? Lo è, e di ambientazione tutta torinese. Si intitola Cabu Cabu ed è il progetto in fase di realizzazione di Esserci Story Lab, un esperimento partorito dalla cooperativa sociale Esserci. Solidarietà, integrazione, apertura alle altre cultura, partecipazione sociale, recupero delle situazioni di disagio: questi gli obiettivi perseguiti da oltre vent'anni, rivolti a giovani, disabili, migranti, rifugiati, famiglie in difficoltà. E il nuovissimo progetto del laboratorio cinematografico vuole rendere possibile il racconto di una storia che si ispiri al lavoro quotidiano all'interno della cooperativa, permettendo anche l'inserimento di soggetti svantaggiati nella produzione.

Lanciato a fine giugno, il progetto Cabu Cabu punta sul crowdfunding per poter nascere, crescere e svilupparsi secondo le aspettative dei suoi ideatori. Attraverso il linguaggio della fiction, le vicende di Mamadou porteranno sul piccolo schermo, in un cortometraggio di 15 minuti, i quotidiani problemi di xenofobia, emarginazione e resistenza al dialogo che continuano ad affliggere anche una società ormai multiculturale come quella torinese. Soprattutto se si pensa alla recenti proteste dei tassisti contro l'abusivismo dei cabu cabu africani, che, pur detenendo nel loro Paese d'origine una regolare licenza, qui svolgono un'attività che esula dal servizio di accompagnamento ufficialmente portato avanti dai taxi. Si rivolgono, infatti, esclusivamente ai loro connazionali, facendo la spola tra le stazioni, i grandi mercati come quello di Porta Palazzo e altri luoghi di forte aggregazione, ove ci sia bisogno di un mezzo di trasporto svelto ed economico.

Ma il cortometraggio in questione vuole anche avere un'importante ricaduta sulla società. Nelle fasi di produzione e all'interno dell'ufficio stampa saranno inseriti quattro ragazzi svantaggiati, tra i 20 e i 26 anni, che apprenderanno un mestiere collaborando con il gruppo. Inoltre, la colonna sonora sarà eseguita dalla band Bandalarga, mentre alcuni oggetti di scene e costumi verranno realizzati dal laboratorio artigianale Dui Toc, entrambi progetti nati nell'area disabilità di Esserci.

Cabu Cabu è la prima produzione di Esserci Story Lab, e fa parte di una più ampia storia i cui soggetto e sceneggiatura sono ancora in fase di scrittura.

È stato calcolato un periodo di lavorazione di circa 20 giorni, con il limite ultimo per la realizzazione verso la metà di ottobre 2017. Nella produzione esecutiva del cortometraggio, Esserci Story Lab sarà affiancata dalla società cooperativa Filmika, casa di produzione indipendente con sede a Torino. E, nel caso in cui si dovesse ricorrere a finanziamenti integrativi, la lavorazione slitterebbe alla primavera del 2018.

Le avventure di Mamadou hanno bisogno di un aiuto concreto per venire alla luce. Con la speranza che la creatività artistica riesca, ancor meglio della cronaca, a risvegliare la sensibilità collettiva sull'importanza della conoscenza del diverso avulsa da qualsiasi pregiudizio.

 

Manuela Marascio

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore