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Scuola e formazione | 11 aprile 2018, 16:27

A Torino nasce la rete SCAR, per sconfiggere bullismo e comportamenti a rischio già tra i banchi

Dieci gli istituti coinvolti, con EssereUmani Onlus, per un'organizzazione unica in Italia che punta a creare progetti ad hoc, ma anche collaborazioni e sinergie tra istituti

A Torino nasce la rete SCAR, per sconfiggere bullismo e comportamenti a rischio già tra i banchi

Una rete di dieci istituti nel Torinese, con l'I.C. Marconi Antonelli in testa, pronte a fare squadra per dare una risposta a fenomeni sempre più preoccupanti (e diffusi) come il bullismo, cyber e non, ma anche altri comportamenti a rischio. A dare il supporto necessario, gli esperti dell'Ente EssereUmani Onlus.

Tutto questo è la rete SCAR ("School that care about relationship", non solo il termine "ferita"), la prima organizzazione in Italia che vuole occuparsi delle relazioni tra i ragazzi, ma coinvolgendo anche i docenti e tutti gli attori che fanno parte del loro mondo. Un mondo in cui crescono, a volte si scontrano con problemi inattesi e che per questo vanno sostenuti.

Riassunto in numeri, vuol dire circa 4500 minori raggiunti, altrettante famiglie, 800 insegnanti distribuiti in 17 scuole (facenti capo ai vari istituti).

Tanti gli strumenti messi nella "cassetta per gli attrezzi" e che possono tornare utili per i ragazzi in difficoltà. Dagli sportelli d'ascolto (Centro SoStare) da declinare a seconda delle esigenze della singola scuola - psicologico, gestione dei conflitti, mediazione e così via - alla Peer education, ovvero la possibilità di creare gruppi in cui è la collaborazione tra coetanei a lavorare sui problemi. Utilizzando anche nuove tecnologie come app o chat e dietro una doverosa formazione preliminare.

Previsti anche percorsi di accompagnamento "uno a uno" e interventi di "riparazione" in situazioni in cui ci sono già relazioni deteriorate.

"Sono giorni tristi per episodi così dolorosi legati a questi temi - sottolinea Paola Defaveri, dirigente scolastico del Marconi Antonelli - e la scuola deve dare risposte. Ci sono solitudini dei ragazzi che hanno bisogno di queste risposte, ma anche solitudini di intere famiglie che non trovano supporto. Alla scuola si chiede di dare un senso di comunità".

Alla squadra di dieci di partenza ovviamente, si potranno aprire spazi anche per nuove collaborazioni e nuove realtà che vorranno aderire a questo protocollo condiviso e che già in passato ha ottenuto riscontri e anche finanziamenti.

"Ascoltare con il cuore e non solo con le orecchie - sottolinra Juri Nervo, di EssereUmani Onlus - questo è quello che ci chiedono i ragazzi in alcuni dei nostri incontri. Ma quel che è importante è che alcuni pezzi di percorso si possono fare anche grazie a elementi già presenti. Accanto al rapporto con i bambini, è importante anche la formazione, degli insegnanti come dei genitori". E sulle potenzialità delle nuove tecnologie ci sono rinforzi importanti: "La vita di una ragazzina è stata salvata proprio grazie alla capacità di aver intercettato un messaggio in cui manifestava volontà di togliersi la vita".

Per maggiori informazioni:
www.essereumani.org
www.centrosostare.it

Massimiliano Sciullo

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