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Nuove Note | 03 febbraio 2019, 07:00

Joe Elle e la trasformazione dell’energia dei sentimenti in parole

Il suo primo pezzo, “Sembra Semplice” lo compone a 16 anni, poi sente l’esigenza di far uscire la sua musica dalle pareti della sua cameretta e approda in studio di registrazione

Joe Elle e la trasformazione dell’energia dei sentimenti in parole

Joe Elle, al secolo Elisa Paschetta, si avvicina alla musica grazie alla madre che le suona “La Gatta” di Gino Paoli. Da quel momento capisce che vuole avvicinarsi al mondo della musica. Il suo primo pezzo, “Sembra Semplice” lo compone a 16 anni, poi sente l’esigenza di far uscire la sua musica dalle pareti della sua cameretta e approda in studio di registrazione. Due anni fa inizia a studiare canto e pubblica il suo primo Ep “Sembra Semplice”. Adesso sta lavorando a nuovi pezzi e ha annunciato per il 23 febbraio una sorpresa, uscirà un primo pezzo? Non ci resta che aspettare e seguirla sui social.

Hai iniziato a comporre musica da autodidatta da giovanissima, ci racconti come ti sei avvicinata a questo mondo?

Sì, da piccola mia mamma mi mostrò il giro di do sulla chitarra classica che aveva da quando anche lei era bambina, aveva frequentato un corso di chitarra. In quell’occasione suonò per me “La gatta” di Gino Paoli. Mi affascinò a tal punto da volerla riprodurre a modo, volevo farlo. Però non pensavo mai che avrei fatto la cantante o la musicista. In realtà ho sempre pensato ad altro, solo dai 16 anni ho iniziato a voler scrivere il mio primo pezzo “Sembra Semplice”. Fui spinta dalla mia prima relazione d’amore un po’ tormentata,. Ho iniziato a prendere lezioni di canto solo due anni fa, una volta capito che esprimermi attraverso la musica mi usciva così spontaneo ho assecondato questa mia indole.

Cosa racconta il tuo primo Ep “Sembra semplice”?

“Sembra semplice” è nato per una mia grande curiosità: sentire come sarebbero state le mie prime canzoni scritte da registrate, concretizzare la mia passione e portarla da camera mia ad uno studio di registrazione. In più la canzone che da il titolo all’Ep è la prima che ho scritto, assieme alla mia migliore amica, nella mia mansarda, durante un periodo di fine della mia prima relazione d’amore. Ci tengo molto a lei e credo di portarmi lo spirito con cui l'ho scritta e la sua stessa energia negli altri brani che ho scritto da lì in poi. È la fine di una storia d'amore, il tema più sedicenne che esista, ma con un velo di maturità e profondità recondito che invita gli adolescenti e non solo a canticchiarsi quel "la la la" tra sé e sé una volta finito tutto. Perché è un po' come se in fondo non fosse mai davvero una tragedia, è solo un cambiamento e non può portare che a qualcosa di buono, se lo si prende con un po' di sana leggerezza.

Cosa ispira la scrittura dei tuoi testi?

Immagini che mi scorrono ad occhi aperti, spesso passeggiando riesco a comporre meglio con i miei pensieri in movimento. In più sono molto spesso testi personali, faccio fatica a distaccarmi da me e raccontare fatti in terza persona. Mi escono soprattutto quando sono triste o incazzata, e puntualmente mi sorprendo dell’energia e della grinta che esce da quello che compongo, in contrasto con il mio stato iniziale di approccio. Credo sia anche e soprattutto questo l’aspetto della musica che preferisco, quella di ribaltarmi l’umore.

Nei videoclip dei tuoi brani tutto è a tinte pastello, da dove nasce questa scelta?

Nasce dal fatto che il filtro che applicherei alla vita sarebbe proprio questo: pastello, o meglio, “pastelloso”. Ho preso ispirazione soprattutto da un episodio della 2ª stagione di Black Mirror, “Caduta Libera”, dove l’ambientazione di questo futuro dispotico è assai color pastello.

Stai lavorando all’uscita di nuovi brani, svelaci qualche anticipazione.

Eh in realtà non potrei ahahah. Posso solo dirvi che ci saranno moltissime novità legate all’etichetta Futurissima, che sta cercando nuovi talenti su cui investire, e io potrei essere uno di quelli.

Musica fine a se stessa o musica come funzione sociale?

Entrambe. Credo che sia un grande privilegio potersi ritrovare ad esprimere i propri pensieri attraverso la musica, quindi automaticamente passare un messaggio. Non dico di arrivare a fare politica con la mia musica, ma sicuramente esporre alcune tematiche che mi stanno più a cuore a modo mio sì, assolutamente.

La tua Torino musicale e non.

Torino è sempre stata un odio amore per me. È grazie a questa città se ho potuto iniziare ad “uscire dal guscio” e farmi conoscere per la provincia. È anche purtroppo o grazie a lei che ho capito cosa non volevo fare nella vita e rimettermi in gioco sotto un’altra prospettiva. Ho tanti bei ricordi quanti spiacevoli, sono in balia di sentimenti contrastanti.

News, live in programma, appuntamenti.

Vi invito a venire a sentire me e  il mio chitarrista Alessandro Osella al Jazz Club di Torino il 26 febbraio. Il 23 febbraio, invece, ci sarà una sorpresina: restate sintonizzati sulla mia pagina Facebook e il mio profilo instagram per saperne di più!

 Maggiori info su https://www.facebook.com/joeelleofficial/ 

Federica Monello

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