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Nuove Note | 17 febbraio 2019, 09:00

Mattia Donna & la Femme Piége: musichiamo le immagini di film, serie tv e documentari

Da poco è uscito al cinema e in televisione il film “Io sono Mia”, che li ha portati non solo a comporre le colonne sonore ma anche a ricostruire da zero i brani di Mia Martini.

Mattia Donna & la Femme Piége: musichiamo le immagini di film, serie tv e documentari

Mattia Donna e Andrea Toso lavorano insieme da 20 anni ma dal 2010 hanno dato vita al progetto Mattia Donna & La Femme Piége, nato nel sud della Francia. Realizzano musiche per film, serie Tv e documentari seguendo un processo creativo totalmente libero che nasce dalla composizione per poi approdare nelle mani del regista. Da poco è uscito al cinema e in televisione il film “Io sono Mia”, che li ha portati non solo a comporre le colonne sonore ma anche a ricostruire da zero i brani di Mia Martini.

Come si incontrano i vostri percorsi musicali personali nel progetto Mattia Donna & La Femme Piége?

Andrea Toso ed io lavoriamo insieme da vent’anni. Il progetto Mattia Donna & La Femme Piège nasce nel 2010 nel sud della Francia, quando ci proposero la composizione di una importante serie tv per Rai Uno. Abbiamo iniziato con le canzoni d’autore fino ad arrivare alle colonne sonore: ovviamente una cosa non esclude l’altra.

Ci raccontate il processo che porta alla composizione di un brano per una colonna sonora?

Il nostro processo creativo è totalmente libero. Semplicemente cominciamo a suonare e a comporre circondati dalla nostra strumentazione. Quando abbiamo composto materiale a sufficienza comincia il confronto con il regista e il montaggio. Ogni lavoro è un’avventura diversa. Noi facciamo comunque parte di una squadra e siamo al servizio della storia e delle scene. Le indicazioni del regista sono fondamentali. Bisogna essere abili a sapersi adattare ad ogni richiesta, riuscendo a farlo sempre con il proprio stile.  Per La Femme Piège è molto importante preservare la propria identità in qualunque occasione.

Come si adatta una musica ad una scena filmica?

Dipende dalle circostanze. Noi iniziamo a lavorare fin dall’inizio delle riprese. Questo spesso permette al regista di girare con i nostri provini in cuffia. Questo sicuramente può essere di grande aiuto: il lavoro grosso comunque avviene successivamente lavorando con il montaggio e il regista. Si prova, si taglia, si suona, si monta fino a quando la scena non viene fuori. Questo vale soprattutto per le serie tv molto lunghe da 12/16 episodi dove componiamo library originali da 30/40 brani. Per un film invece può essere tutto molto diverso. Essendoci meno musica questo ci permette di suonare direttamente sulle immagini, ovviamente sempre seguendo l’esigenza del montaggio.

Da poco avete lavorato alla colonna sonora del film “Io sono Mia”, cosa vi ha lasciato questa esperienza?
Moltissimo. Come produttori artistici e compositori delle musiche abbiamo dato tutto il possibile. È stata un’esperienza molto intensa. Noi siamo i compositori di tutte le musiche originali, ma soprattutto abbiamo ricostruito da zero tutte le canzoni di Mia Martini. È stato fatto l’impossibile per rispettare quelle canzoni e il loro suono. Sono canzoni che Mimì ha interpretato in un ventennio della sua vita. Andrea Toso, Gianluca Gadda (il nostro insostituibile fonico) ed io abbiamo guidato una squadra di circa trenta persone. Abbiamo studiato molto e ricostruito le tecniche di registrazione delle varie epoche. La passione, il rispetto e l’amore per una grande artista ci hanno guidato in questa difficile impresa.

Quale film vi sarebbe piaciuto musicare e quale storia mi piacerebbe accompagnare con le vostre musiche?
Come serie tv: True Detective, Fargo, Black Sails, Penny Dreadful. Come film: Dead Man, Radio America, Mystic River

La vostra Torino musicale e non.

Ho vissuto quasi vent’anni a Porta Palazzo, questo mi ha forgiato profondamente. Con la scena musicale torinese non ho un gran rapporto. Troppo pop, troppa musica inutile. Sicuramente ci sono anche cose interessanti, ma sono la minoranza. Anche gruppi famosi, di gente che magari ha quasi 50 anni, a me sembra che facciano una musica molto adolescenziale o come mi piace definirla “ormonale”. La speranza è nei giovani, come sempre d’altronde. Nel frattempo io mi sono trasferito a Moncalieri, in una casa immersa nella natura, felicemente lontano da tutto e da tutti.

Info su https://www.facebook.com/mattiadonna.page/ 

Federica Monello

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