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Politica | 18 febbraio 2019, 18:32

Leon e Parigi: "Finalmente possiamo tornare a chiamarlo Salone Internazionale del Libro"

L’assessora comunale e quella regionale alla Cultura esprimono soddisfazione per la conclusione del percorso che ha portato all’acquisizione del marchio

Leon e Parigi: "Finalmente possiamo tornare a chiamarlo Salone Internazionale del Libro"

L’assessora comunale alla Cultura Francesca Leon esprime soddisfazione per la conclusione del percorso che ha portato all’acquisizione del marchio “Salone Internazionale del Libro”, il cui atto è stato sottoscritto quest’oggi dall’associazione Torino Città del Libro.

"Si tratta - commenta Leon - di un altro passo importante per il presente e il futuro della manifestazione che, da oggi, può finalmente tornare a chiamarsi con il nome che l’ha resa nota nel nostro Paese e nel resto del mondo".

Questa invece la dichiarazione dell'assessore regionale alla cultura, Antonella Parigi, che esprime analoga soddisfazione in merito all'aggiudicazione definitiva del marchio del Salone Internazionale del Libro: "Se devo trovare un senso a tutti i momenti difficili che abbiamo attraversato nella gestione della crisi del Salone del libro, è quello di poter dire oggi con orgoglio che il Salone è di Torino e del Piemonte, come cuore pulsante di un evento nazionale. Oggi, infatti, il marchio della manifestazione è stato assegnato definitivamente all'associazione ‘Torino, città del libro’: una soluzione che abbiamo fortemente voluto perché ha garantito equità e il rispetto per quanti avevano creduto nel Salone del libro, contribuendo negli anni al suo successo".

"Vorrei quindi cogliere l'occasione per ringraziare quanti ci hanno sostenuto nelle fasi più complesse di questa vicenda: dall’ADEI a Massimo Bray, e naturalmente Nicola Lagioia, per aver scommesso sul Salone in un momento in cui era difficile farlo. Abbiamo dimostrato che si può vincere solo quando c’è la forza di una comunità, e credo che questa storia possa diventare un momento di riflessione sull’urgenza di costruire condivisione sui grandi obiettivi della nostra regione e della nostra città".

«Con il definitivo trasferimento del marchio è finalmente possibile lavorare, senza ulteriori preoccupazioni, all’organizzazione del prossimo Salone del Libro di Torino che, lo si può dire senza timori di smentite, costituisce un fiore all’occhiello per il Paese intero. I tempi sono ristretti ma la squadra è coesa e determinata. Le premesse fanno sperare in un risultato ancora una volta al di là delle aspettative», ha dichiarato Giulio Biino, presidente Fondazione Circolo dei Lettori.

«Con grande soddisfazione è possibile dire oggi che il primo traguardo per confermare Torino come sede del Salone Internazionale del Libro, la più importante manifestazione culturale italiana dedicata all’editoria, è stato superato. Collaborando con l’associazione Torino, la Città del Libro, condividendo idee e visioni, siamo certi che anche quest’anno il Salone si confermerà progetto sostenibile a vantaggio di tutta la comunità. Grazie alle Fondazioni bancarie del territorio, alla Regione Piemonte e alla Città di Torino», sono state le parole di Maurizia Rebola, direttore Fondazione Circolo dei Lettori.

«Era l'ultimo tassello, e il cerchio è finalmente chiuso. Con la riconquista del marchio, il Salone Internazionale del Libro di Torino rinasce oggi dopo oltre due anni – bellissimi e difficili – in cui ne era stata messa in forse l'esistenza. Rinasce più forte di prima (nessuno mette più in dubbio la sua importanza a livello nazionale e internazionale). Rinasce più grande di prima (come racconteremo in conferenza stampa, la superficie espositiva è aumentata). È riuscito nell'impresa di riportare sotto lo stesso tetto tutta l'editoria italiana, e tutti i protagonisti - dai librai ai bibliotecari alle scuole, agli autori - che insieme fanno la filiera del libro. È forte di un programma culturale assai ambizioso (lo sentirete in conferenza stampa). Soprattutto: è in forma smagliante. Il Salone è riuscito a superare la crisi grazie alla buona volontà di tutte le parti coinvolte. Questo, in un paese come il nostro, non è proprio scontato. Oggi è una grande giornata. Naturalmente non abbiamo il tempo di festeggiare: c'è da continuare a lavorare perché non Torino, ma l'Italia attraverso Torino, si ritrovi in un progetto all'altezza della sua tradizione e della sua forza culturale. Missione compiuta: ce lo possiamo dire? Vi aspettiamo al Salone», conclude Nicola Lagioia, direttore editoriale Salone Internazionale del Libro di Torino.

Cinzia Gatti

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