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Scuola e formazione | 12 aprile 2019, 14:40

UniTo del futuro, tra asili nido e rapporti con il Poli: il duello tra i due candidati rettore svela più similitudini che differenze (e un rispetto rigoroso del timer)

Dagli spazi occupati ai numeri chiusi, passando per il Parco della Salute, le tasse e servizi pensati per aiutare le donne. Geuna e Sembenelli non mostrano grandi distanze, tranne che sul rapporto coi "cugini" ingegneri e sulla valutazione dei docenti

UniTo del futuro, tra asili nido e rapporti con il Poli: il duello tra i due candidati rettore svela più similitudini che differenze (e un rispetto rigoroso del timer)

Due candidati, un timer che scorre severo e un gong (in realtà più una specie di sirena) che risuona, impietoso, al termine dei 3 minuti a disposizione per le risposte. Non c'è solo la corsa alla poltrona di Governatore del Piemonte, che scandisce queste prime settimane di primavera. Ma anche a quella di rettore dell'Università di Torino, raccogliendo il testimone di Gianmaria Ajani.

Ecco perché i due candidati, a confrontarsi e discutere negli spazi del rettorato: Stefano Geuna e Alessandro Sembenelli. Più che un duello, però, si è trattato di un confronto dai toni piuttosto pacati, su temi così trasversali (e di buon senso) da trovare le due proposte sostanzialmente concordi. Anche quando si toccano temi come il numero chiuso, il personale, gli spazi occupati e i rapporti con i privati. Qualche increspatura solo nei rapporti con il Politecnico (che Geuna vorrebbe del tutto collaborativi, mentre Sembenelli isola degli ambiti in cui la competizione potrebbe rimanere) e nella valutazione dell'operato dei docenti. Qui è Sembenelli - docente esperto di Econometria - a propendere per il mantenimento dello status quo, mentre Geuna - medico e docente presso la Facoltà di Medicina - invita a "non diventare schiavi dei numeri, mentre devono essere i numeri al servizio delle persone".

Si parte dalle risorse umane e dalla necessità di incrementarle, con i due aspiranti rettori concordi sulla necessità di superare il meccanismo dei punti-organico. Rigorosamente entro i 3 minuti previsti, roba che nemmeno Mike Bongiorno. Numero chiuso e infrastrutture per gli studenti sono altri due temi caldi, ma anche in questo caso c'è sostanziale concordia. "Una filosofia che non condivido - dice Geuna - vede nelle prospettive occupazionali i limiti da porre alle iscrizioni a un determinato corso. Ma io ritengo che un'università, per di più pubblica, deve garantire a tutti la libertà di un percorso di studi. Anche perché spesso le previsioni sono sbagliate. Sull'altro piatto della bilancia ci sono le risorse: poche e per le quali dipendiamo dal ministero. Ma bisogna anche muoversi sul territorio, magari con sinergie per trovare nuovi spazi e nuove aule per una didattica di qualità".

"Non è una questione ideologica, se non quella dell'inclusività e se ci sono corsi che richiedono numeri programmati devono essere percepiti come un problema del singolo corso, che va affrontato e risolto", dice Sembenelli. "Mentre sulle infrastrutture i prossimi dieci anni saranno fondamentali, snodo cruciale per nuovi spazi come Grugliasco e non solo".

E proprio sulle infrastrutture "stiamo per raddoppiare via Nizza, stiamo rilanciando Palazzo Nuovo e anche i dipartimenti che andranno a Grugliasco prevediamo miglioramenti in termini di spazi e operatività. Potremo avere campus urbani con pochi concorrenti sul piano europeo", prosegue Sembenelli. E sul rapporto coi privati "l'ateneo deve aprirsi alla città, anche condividendo spazi e attrezzature fisiche".

Geuna però fa notare che "in termini di edilizia è mancata un po' di politica complessiva e integrata. E in futuro servirà coinvolgimento e condivisione, a partire dai direttori dei dipartimenti, ma anche con il personale tecnico che deve poi far funzionare la macchina".

Sul fronte Molinette e Parco della Salute, Geuna gioca "in casa". "Un progetto che sta partendo, ma sarà importante ottimizzare. Come? Dialogando e aprendo un tavolo di lavoro che non riguarda solo i medici ma tutte le componenti dell'ateneo. Anche perché abbiamo personale di primissimo livello".

"Il Parco delle Salute è uno di quei progetti che cambia il volto di una città - dice Sembenelli - e va oltre l'ambito accademico. L'ateneo in questo contesto deve spendere le proprie risorse e competenze, ma anche contribuire sul fronte della ricerca. Non si parla solo di metri quadri o cubi, ma anche di strutture adatte per fare attività". Su Molinette "non dipende solo dall'ateneo, pur essendo proprietario di parte del patrimonio edilizio. Ci sono vincoli e altro decisori. Spero diventino un centro medico assistenziale". 

Riflettori accesi anche sulla sostenibilità ambientale, ma anche qui sostanziale concordia. Genua non risparmia una stoccata agli architetti che hanno fatto sì che in alcune aule "faccia così caldo in inverno da aprire le finestre e così freddo in primavera da dover aprire le finestre".

Il gender gap è un tema presente anche nell'ateneo sotto la Mole. "Un problema che esiste ed è grave - dice Geuna -. Bisogna innanzitutto averne consapevolezza. Ma sì può agire da subito, a costo zero, creando una nuova generazione di colleghe che abbiano la preparazione per ricoprire ruoli di rilievo. E anche la mia squadra, se sarò eletto, avrà una forte componente femminile. E poi penseremo ad asili nido e servizi vicini perché la maternità non sia un freno per chi ha ambizioni di carriera".

"Ricercatori e ricercatrici devono essere in egual numero e spesso le donne sono più brave - dice Sembenelli - e non credo nelle quote, quanto nella valorizzazione delle competenze. Bisogna mettere donne e uomini nelle condizioni di esplicitare tutto il loro potenziale. Anche con asili nido e strumenti per non rinunciare alla loro carriera".

Sul tema delle aule occupate, il concetto viene allargato: "I luoghi fisici dell'ateneo non sono solo quelli in cui si studia, ma dove ci si incontra. E si discute anche di politica. È indispensabile che nelle nuove strutture sia una filosofia generale quella di predisporre spazi così, anche per lo sport", è il pensiero di Sembenelli. "Ed è un peccato che in alcuni casi non si siano trovati candidati per le elezioni dei rappresentanti degli studenti". 

"Quando le persone entrano in uno spazio fisico, quello diventa un luogo - dice Geuna - e questo accade anche quando ci si confronta con i propri pari, sognando di cambiare il mondo".

E poi spinta e impulso per l'internazionalizzazione e l'apertura al mondo "con lauree congiunte, andando oltre l'Europa e andando oltre il modello Erasmus", dice Sembenelli. "Ma anche dando sostegno a chi vuole organizzare qui da noi eventi di valore internazionale", aggiunge Geuna.

Mentre sui rapporti con i "cugini" del Politecnico Sembenelli li ritiene fondamentali. "Facciamo già molte cose, con tre dottorati congiunti e un dipartimento interateneo. Il rettore futuro dovrà portare avanti questo rapporto, tenendo presente aree in cui ci sono sovrapposizioni, come le scienze e l'area di manager e gestionale. Qui ci sarà competizione con incentivi ad attrarre gli studenti migliori. Ma su altri assi sarà sempre più importante cooperare con il Politecnico. Tra formazione di terzo livello e hub comuni. E dove siamo complementari, come medicina e ingegneria, si deve e si può fare moltissimo. Anche a livello di incubatori, start up e spin off".

Ancora più radicale il suo collega-antagonista: "Purtroppo in passato e ancora oggi si riscontrano situazioni in cui siamo stati in concorrenza con il Politecnico - dice Geuna - e sono situazioni da combattere in tutti i modi. Sono da rifiutare alla radice per evitare un danno reciproco e dare vita a sinergie. Bisogna abbattere ogni tipo di barriera per risultati win-win".

Convergenza (sulla necessità di apportare modifiche) anche sull'organizzazione del personale. E sulla progressiva interdisciplinarietà degli insegnamenti.

Sul fronte tasse, Geuna ricorda i tempi in cui studiava lui e l'università era pressoché gratuita, "ma non possiamo essere utopistici. Purtroppo oggi non è così ed è profondamente ingiusto che oggi, chi rinuncia a studiare, lo faccia anche per motivi economici. Dobbiamo collaborare per ampliare il più possibile questo accesso, per chi lo desidera veramente. La sfida poi è non aumentarle, magari mettendo forme di sostegno allo studio. Ci proveremo". "Dobbiamo essere orgogliosi della politica inclusiva avuta in questi anni - sottolinea Sembenelli - visto che nel Nord Italia siamo l'ateneo con la tassazione più bassa e fortemente progressiva. La sfida è continuare su questa strada".

Una nuova distanza si crea infine sul fronte del metro di valutazione dei docenti. Sembenelli non è per apportare particolari modifiche, fedele anche alla sua disciplina dell'econometria. Geuna invece è più radicale: invita a "tenere i numeri al servizio delle persone e non il contrario. Anche perché spesso è complicato venire a capo della reale gerarchia di valore sulle pubblicazioni, a seconda che siano nazionali, internazionali e di che tipologia".

Massimiliano Sciullo

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