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Eventi | 23 aprile 2019, 16:48

Antonio Minerba in mostra al MAU di Torino con “Querelle: l'individuo al riscatto”

L'artista salentino ospite della galleria di Via Rocciamelone 7/c fino al 2 maggio con una serie ispirata al romanzo di Jean Genet “Querelle de Brest”; inaugurazione questa sera a patrire dalle 20

Antonio Minerba in mostra al MAU di Torino con “Querelle: l'individuo al riscatto”

Inaugurerà questa sera (a partire dalle 20) “Querelle: l'individuo al riscatto”, la personale dell'artista salentino Antonio Minerba in programma presso la galleria del Museo d'Arte Urbana in Via Rocciamelone 7/c a Torino fino al 2 maggio.

La mostra è organizzata con il patrocinio del Lovers Film Festival e dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino ed è ispirata al romanzo dello scrittore, drammaturgo e poeta francese Jean Genet “Querelle de Brest” e alla trasposizione cinematografica realizzata dal regista tedesco Rainer Werner Fassbinder: “La storia del romanzo - spiega il direttore artistico del MAU Edoardo Di Mauro (curatore della mostra insieme a Daniele D'Antonio, ndr) - è una sostanziale ricerca della vera identità del marinaio Querelle, tra i bassifondi ed i locali del porto, in mezzo a ladri, prostitute e ad una variopinta umanità accomunata dal collante relazionale della trasgressione e del sesso".

"Antonio Minerba vede, nel romanzo e nel film, così come nei disegni di Jean Cocteau, nella grafica di Andy Warhol e nei fotogrammi di Fassbinder, uno sfondo ideale per la sua ricerca verso la dimensione "stratificata" dell'immagine”. Minerba esporrà una serie di opere di medie dimensioni realizzate con tecniche miste tra cui xerografia, fotografia e acquerello: “Nella scia della migliore tradizione dell'avanguardia novecentesca – continua Di Mauro - il risultato è uno stimolante ed armonico puzzle, dai timbri cromatici vivi e squillanti, evocanti energia e ritmo".

"Fotogrammi del film, brani di scrittura, apparizioni di Brad Davis, Franco Nero, Rainer Fassbinder e Jean Genet, epifanie di Warhol, manifesti, si alternano in un sapiente gioco ad incastro dove dal frammento si riesce agevolmente a risalire alla totalità, in una sinfonia corale di colore ed immagine”.

Marco Berton

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